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Libri di Gabriele Dadati

Divorare Milano

Un romanzo ai tempi dell'Expo

di Gabriele Dadati, Marco Drago, Lucia Tilde Ingrosso, Pierfrancesco Majorino

editore: Laurana Editore

pagine: 160

Il vero spettacolo non è mai sul palco. Ma dietro le quinteI potenti del mondo, per reggerne le sorti, hanno bisogno di tanto in tanto di vedersi tutti insieme in gran segreto. Mentre sulla scena pubblica sembrano in lite, sotto sotto sono tutti d’accordo per indirizzare il nostro futuro. Ma come fanno Obama e Papa Francesco, Zuckeberg e Bono Vox, la Merkel e tutti gli altri a incontrarsi? Se sparissero tutti lo stesso giorno, la gente se ne accorgerebbe. Per questo usano come paravento i grandi eventi a cui sono costretti a presenziare.È così che il 2 maggio 2015, dopo l’inaugurazione di Expo, tutti i potenti del mondo sono a Milano e si infilano nella stazionen Repubblica della metro per confabulare. Se non fosseche l’impianto di condizionamento della stanzetta segreta va a pallino e loro sono costretti a risalire in superficie. Inizia così una lunghissima giornata che intreccia i destini di gente quasi comune – un novantenne in libera uscita dall’ospizio e una ragazza che cerca lavoro, uno che deve prendere casa e un romantico alcolista – ai potenti del mondo in libera uscita...
14,00 13,30

Cristina D'Avena

di Gabriele Dadati (cur.)

editore: Laurana Editore

Il 6 luglio 2014 Cristina D'Avena compirà cinquant'anni
5,99

Piccolo testamento

di Gabriele Dadati

editore: Laurana Editore

Nell’arco di una lunga notte, la storia di una grande amicizia
5,99

Piccolo testamento

di Gabriele Dadati

editore: Laurana Editore

pagine: 136

Nell’arco di una lunga notte, la storia di una grande amiciziaIn un’afosa notte di giugno un giovane di neanche trent’anni si sveglia, si alza dal letto nel quale giace una ragazza che non ama ed esce sul terrazzino a fumare. Ripensa a Vittorio, intellettuale cinquantenne, uomo curioso e rigoroso, amabile e solitario, morto un mese prima: un tumore al cervello gli ha mangiato il corpo, la libertà, la parola. Il giovane era diventato, non per obbligo scolastico ma per elezione, il suo allievo. Quasi il figlio adottivo. E la morte del padre adottivo ha fatto coagulare in lui le sostanze più preziose dell’insegnamento ricevuto: la passione argomentativa, la disponibilità, il sentimento di essere custode di un bene. Questo si racconta in Piccolo testamento, romanzo intessuto di esperienza vera. La storia di un’educazione, di una perdita e di un’eredità. Una storia molto personale, certo, ma anche un capitolo di storia di questa Italia che va in disfacimento, e forse morirà, senza lasciare ai propri figli un’eredità precisa: un’educazione al lavoro del pensiero, un gusto per la bellezza, un desiderio di nitidezza, una capacità di dire sì e di dire no. Il giovane è uno di quei figli d’Italia che, grazie al gioco del caso e al proprio merito, quell’eredità è riuscito a conquistarsela, accettando insieme la responsabilità che ne consegue. Da anni non si leggeva un romanzo così corporale e insieme così intellettuale. Così privato e insieme così pubblico, civile.
12,00 11,40

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