Durante l'estate torrida del 2003 a New York, l'autore viene colpito da febbre alta e dolori addominali che lo portano al pronto soccorso del Beth Israel Hospital. Dopo analisi, radiografie e una TAC, scopre di avere una grave diverticolite. Il medico gli fa notare che il suo colon presenta caratteristiche tipiche degli ashkenaziti, spingendolo a riflettere sulle proprie origini familiari ungheresi e sulla complessa storia ebraica dell'Europa centro-orientale. Il racconto intreccia malattia, genealogia, memoria e identità, fino al grande blackout del 2003, che segna una svolta nella sua degenza e nel suo percorso personale.
Biografia dell'autore
Marco Perduca
Marco Perduca: dal 1996 al 2016 ha rappresentato il Partito Radicale alle Nazioni Unite di New York, Ginevra e Vienna. Dopo due anni come esperto indipendente alla Farnesina nell’ufficio del vice-Ministro Ugo Intini, nel 2008 è eletto Senatore radicale nelle liste del Partito Democratico. Dal 2013 al 2016 ha collaborato con studi legali inglesi e fondazioni americane su diritti di detenuti e migranti in Italia. Dal 2015 coordina le attività internazionali e antiproibizioniste dell’Associazione Luca Coscioni. Nel 2018, con Marco Cappato ha fondato Science for Democracy. Per il 2021 è stato Sherpa del Values 20 Group e Presidente del Comitato referendario Cannabis Legale. Per Fandango Libri ha curato con Filomena Gallo il volume Proibisco Ergo Sum (2018) e Così san Tutt3 (2023) con Giulia Perrone. Suoi commenti sono apparsi sulla stampa internazionale, «il manifesto» e «il Foglio». Dal 2013 ha un blog sull’«Huffington Post».