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ZEBUK - ROCCHESANTE

Recensione di: Rocchesante
12.01.2024

Irene Chias, che avevo già apprezzato con il precedente libro Fiore d’agave, fiore di scimmia ci racconta l’entroterra siciliano in un romanzo formato da tante narrazioni concatenate.

Infatti quelli che leggiamo sembrano a prima vista racconti ma legati da un filo conduttore che di fatto trasforma il volume in un romanzo composto da tante pennellate diverse.

La voce narrante è una, che scopriremo sul finale. Una voce pacata che incontra e racconta gli abitanti di Rocchesante.  Non è un luogo di meraviglia anzi spesso i personaggi sono avidi, cattivi, superficiali, egoisti eppure il lettore percepisce anche la bellezza e l’arcano mistero di un luogo selvatico dove i sogni si inseguono tutta la vita e da cui è impossibile staccarsi del tutto.


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Rocchesante

di Irene Chias

editore: Laurana Editore

Il viaggio in un universo comico e spettrale, in cui il reale e il possibile si fondono indissolubilmente.   Rocchesante è un paesino dell’entroterra siciliano, la Sicilia delle pecore e senza mare, dove la modernità è arrivata all’improvviso innestandosi con virulenza su una cultura arcaica e impreparata, dando luogo a crasi surreali. A Rocchesante il veganismo può essere visto come appartenenza a una setta; una donna vessata e umiliata per una vita dal marito può trovare ristoro nei documentari sull’impressionismo trasmessi dalle tv satellitari; avide comari possono cercare di manipolare una povera vecchia veggente attraverso la somministrazione di psicofarmaci; il reale e il possibile tendono a fondersi in un’unità indissolubile. Questo mondo ci viene raccontato dalla voce di chi si trova al contempo fuori e dentro le sue dinamiche archetipiche, di chi lo guarda insieme con indulgenza e lucidissimo spirito critico. Rocchesante, agglomerato costituito da tre rocche situate nel pianoro fra Faldapiana e la Città Vicina, è un insieme di narrazioni che vanno a costituire una trama unitaria e a tirare le somme di varie esistenze, in cui passato e futuro convivono col presente e la morte è un passaggio di stato semplice quanto, talvolta, assurdo e casuale. Ma sempre ineluttabile.
16,00

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