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Il grande reportage della riforma agraria

06.06.2020
a Riforma Agraria che nel Dopoguerra smantellò l’organizzazione dei fondi ancora di stampo medioevale per consegnare le terre ai contadini e l’agricoltura italiana al futuro è il frutto di una storia iniziata negli anni dell’Unità d’Italia con l’inchiesta Jacini. Questa aveva fotografato in modo quasi scientifico la situazione di un’Italia spaccata dal punto di vista agricolo: un piccolo nucleo di grandi latifondisti deteneva la stragrande maggioranza del patrimonio terriero, coltivato da una massa enorme di contadini senza terra. 
Una situazione potenzialmente esplosiva, di grande disuguaglianze che si erano consumate in vere e proprie lotte di classe nei campi e che rischiavano di accendere la miccia in un’Italia dilaniata da decenni di Guerre. Anche il dibattito della Costituente aveva messo al centro la questione della ridistribuzione delle terre, senza arrivare a una definizione.
Bisognerà aspettare il 1950 per avere la più grande riforma agraria della storia italiana e, probabilmente, europea. In quell’anno il governo De Gasperi approva la legge firmata dai ministri dell’Agricoltura Antonio Segni e Amintore Fanfani che ha visto in prima linea la Coldiretti con il suo presidente Paolo Bonomi.

Clicca QUI per leggere l'articolo di Fabio Molinari su Il Golosario

La terra restituita ai contadini

La più grande redistribuzione di ricchezza mai avvenuta in Italia

di Nunzio Primavera

editore: Laurana Editore

pagine: 336

«La riforma agraria, una grande operazione di democrazia economica» dalla prefazione di VINCENZO GESMUNDO
19,00

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