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IL VENERDÌ DI REPUBBLICA – IL VELENO NELLA CODA

Recensione di: Il veleno nella coda
28.05.2021
IO E MIO PADRE VENT'ANNI NELLE FAUCI DEI CAIMANI

FIGLIO DEL DENTISTA DI BERLUSCONI, CRESCIUTO A STRISCIA E VELINE, FRANCESCO MAZZA RACCONTA IN UN MEMOIR LA VITA ALLA CORTE DI RE SILVIO. MA ANCHE LA TRAGEDIA DI UN PAESE RIDICOLO. INTERVISTA


«IL MIO LIBRO non parla del Caimano, ma di un Paese di caimani». Francesco Mazza risponde al telefono da New York. Tra lui e l'Italia ci sono ottomila chilometri e seicento pagine che erano nate come un regolamento di conti. Tra lui e il padre, tra due generazioni che hanno seguito il più potente e letale dei sogni: il successo. Solo che Mazza, trentanove anni, autore di un romanzo amaro e sorprendente - Il veleno nella coda, (Laurana editore) - non è il solito ex ragazzo di provincia che ha cercato l'America per sfuggire alla crisi economica: è un testimone diretto del ventennio berlusconiano. Giovanissimo ospite del salotto di Santoro, poi autore di Striscia la notizia, ma anche candidato al consiglio comunale di Milano con Giuliano Pisapia, ha visto da vicino «l'immagine del Berlusconi statista cattolico e liberale, paladino della famiglia tradizionale, trasformarsi in quella di un Alvaro Vitali in pannolone». Lui c'era e soprattutto c'era suo padre, il dottor Massimo Mazza, l'uomo che ha restituito il sorriso al Caimano dopo l'aggressione di piazza Duomo, uno dei tanti medici che si è preso cura della salute di Berlusconi quando era ancora premier. Dentista ed eccellenza della chirurgia maxillo-facciale, il 13 dicembre 2009 fa irruzione nelle case degli italiani all'ora di cena, intervistato dal Tg1. [...]

 
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Il veleno nella coda

di Francesco Mazza

editore: Laurana Editore

pagine: 616

Un padre, un figlio, un doppio regolamento di conti. Un figlio decide di scrivere un libro per regolare i conti con il padre – un padre che è una specie di «Re Mida al contrario». Ma proprio nei giorni in cui finisce di scriverlo, il padre si suicida. E lascia un memoriale: con il quale fa, a sua volta, i conti con tutta la propria vita. E che cosa è la vita, per questo padre e questo figlio? È l’inseguimento del più potente, del più pericoloso, del più letale dei seduttori: il successo. «Ero famoso», scrive il figlio a un certo punto. «Sarebbe durato pochissimo e il risveglio sarebbe stato brutale». Ma se il figlio ha la forza di tentare, di riuscire, di cadere e poi di rialzarsi, il padre a un certo punto no, non ce la fa più. In questo libro, cara lettrice, caro lettore, trovi tutto: il racconto del figlio e il racconto del padre. Entrambi sono pieni di avventure, di intelligenza, di sentimenti fortissimi, di odio e di amore, di ambizione e delusione. E ci troverai il doppio ritratto di un’Italia gaudente e disperata. Tu, vedrai, non saprai decidere: non saprai deciderti. La doppia immagine di questo padre, di questa Italia, di queste vite, ti resterà appiccicata addosso. Forse per sempre. Giulio Mozzi
19,50

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