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IL REPORTAGE - FERROVIE DEL MESSICO

Recensione di: Ferrovie del Messico
24.11.2022
Ferrovie del Messico, ovvero le avventure di Cesco Magetti e di altri personaggi di fantasia, ai margini della Seconda guerra mondiale, con una comparsata di Hitler che viola il dress code di un evento ufficiale o il macabro golf dei soldati tedeschi che sfigurano morti. Cesco è un inetto tardoromantico, incapace di affrontare l’amore e il mal di denti. È attraverso la sua quête che ci troviamo immersi in un viaggio attraverso spazi e tempi lontani, fino a una vera e propria catabasi (nei “Bagni pubblici”). Ed è attraverso di lui che cumuliamo storie all’insegna della negazione e della dispersione: la mappa che non c’è, il soldato che non vuole scappare, la sepoltura di un bambino sconosciuto e quella dell’amico morto in Russia, la rincorsa di una donna innamorata di un altro e del libro che non si trova. Già, perché il libro del Messico è quello che stiamo leggendo, che scorre nel voltapagina come un treno su binari continuamente deviati, mentre ci disorientano lo sguardo luoghi finti e fatti plausibili, personaggi in azione o “spettri” e “fantasmi”. Il miracolo della scrittura è l’ingresso in un mondo che diventa reale espandendosi e acquistando rilievo proprio mentre sfugge da tutte le parti, nell’alternanza di fuochi, di voci, di toni, con qualche slabbratura e artificio, ma la costante del divertimento narrativo (per chi legge e chi ha scritto, con ogni evidenza). Su tutto, un richiamo ricorrente alla poesia che come l’ironia, svela l’autore, ci salva dalla disperazione. Non è vero ma ci credo: almeno finché dura il viaggio. Gilda Policastro

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Ferrovie del Messico

di Gian Marco Griffi

editore: Laurana Editore

pagine: 824

Se cercate dell’avventura, in questo romanzo ne troverete a bizzeffe. Se cercate della letteratura, con questo romanzo ne farete una scorpacciata. I luoghi e i tempi: Asti, Repubblica Sociale Italiana, febbraio 1944; su e giù per le ferrovie del Messico, tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso. I personaggi (non tutti): Cesco Magetti, milite della Guardia nazionale repubblicana ferroviaria, tormentato dal mal di denti, incaricato di compilare una mappa delle ferrovie del Messico (l’ordine viene dall’alto, molto dall’alto); Tilde Giordano, ragazza bellissima e folle, imbevuta di letteratura, della quale Cesco si innamora all’istante e perdutamente; Steno, devotissimo fidanzato di Tilde, partigiano senz’armi; don Tiberio, prete di città confinato a Roccabianca a causa di certe sue insane passioni; Epa, cartografo samoano (delle Samoa tedesche); Adolf il Führer e la sua consorte Eva, alle prese con l’abuso di anglicismi; Angelo detto Angelino detto Angelito detto Lito Zanon, addetto cimiteriale alla bollitura di cadaveri; Mec il muto, suo sodale fin dai tempi in cui insieme costruivano ferrovie in Sudamerica; le due Marie, entrambe di nome Maria; Bardolf Graf, impiegato amministrativo, ignaro motore immobile di tutta la storia; Ettore e Nicolao, informatissimi e misteriosi clienti fissi del night club segreto l’Aquila agonizzante, prossimi ai partigiani; Gustavo Adolfo Baz, autore del volume Historia poética y pintoresca de los ferrocarriles en México; Edmondo Bo, frenatore poeta, o poeta frenatore, o frenatore e poeta, in ogni caso alcolista e oppiomane; l’orribile Obersturmbannführer Hugo Kraas, amante dell’arte italiana, discutibile golfista e spietato SS; Giustina Decorcipo, compagna d’orfanotrofio di Ettore e Nicolao, violentata e uccisa e gettata sul bordo della strada a sedici anni; Feliciano, bambino morto. Con Ferrovie del Messico Gian Marco Griffi ci ha dato un grande romanzo corale, spassoso e commovente, giocoso e profondo, realistico e fantastico, avvincente senza tregua, scritto con una lingua quasi parlata, sempre cordiale tanto nel registro comico quanto in quello drammatico, e tuttavia letteratissima. Se i numi tutelari di Griffi sono senz’altro Jorge Luis Borges e Carlo Emilio Gadda (e fanno capolino qua e là Roberto Bolaño, Thomas Pynchon e – com’è logico – i Monty Python), il risultato è del tutto originale.
22,00

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