Libri di Nino Amadore
Il caso Ada Fleres
di Nino Amadore editore: Laurana Editore
pagine: 200
Palermo, luglio. Ada Fleres viene trovata morta nel suo appartamento di via Maqueda. La porta è chiusa dall’interno, non ci sono segni di effrazione. Sul tavolino, un bicchiere d’acqua quasi pieno. Nel portacenere, un mozzicone di sigaretta. Ma Ada non fumava. L’ispettore Luca Bianchi conosce quell’appartamento. Ci era stato pochi giorni prima. E conosceva Ada: bibliotecaria di giorno, giornalista investigativa nel resto del tempo. Una donna abituata a fare domande scomode, a scavare dove altri preferivano tacere, a inseguire verità che a Palermo non emergono mai per caso. Attorno alla sua morte si muovono figure ambigue: un ex marito che la descrive prigioniera delle proprie paure, una sorella che sa più di quanto voglia ammettere, un venditore di panelle che osserva tutto senza farsi notare. E poi ci sono i nomi. Sempre gli stessi. Nomi che riaffiorano nei fascicoli, nelle conversazioni sussurrate, negli archivi che qualcuno avrebbe voluto lasciare chiusi per sempre. Palermo sa assorbire tutto: gli scandali, i silenzi, i morti. Sa trasformare il compromesso in abitudine e l’oblio in sopravvivenza. Ma Ada aveva scelto di non stare al gioco. E qualcuno se n’era accorto. Perché a Palermo certi nomi non si pronunciano ad alta voce. Ada lo sapeva. E ha continuato lo stesso.
editore: Laurana Editore
pagine: 200
Palermo, luglio. Ada Fleres viene trovata morta nel suo appartamento di via Maqueda. La porta è chiusa dall’interno, non ci sono segni di effrazione. Sul tavolino, un bicchiere d’acqua quasi pieno. Nel portacenere, un mozzicone di sigaretta. Ma Ada non fumava. L’ispettore Luca Bianchi conosce quell’appartamento. Ci era stato pochi giorni prima. E conosceva Ada: bibliotecaria di giorno, giornalista investigativa nel resto del tempo. Una donna abituata a fare domande scomode, a scavare dove altri preferivano tacere, a inseguire verità che a Palermo non emergono mai per caso. Attorno alla sua morte si muovono figure ambigue: un ex marito che la descrive prigioniera delle proprie paure, una sorella che sa più di quanto voglia ammettere, un venditore di panelle che osserva tutto senza farsi notare. E poi ci sono i nomi. Sempre gli stessi. Nomi che riaffiorano nei fascicoli, nelle conversazioni sussurrate, negli archivi che qualcuno avrebbe voluto lasciare chiusi per sempre. Palermo sa assorbire tutto: gli scandali, i silenzi, i morti. Sa trasformare il compromesso in abitudine e l’oblio in sopravvivenza. Ma Ada aveva scelto di non stare al gioco. E qualcuno se n’era accorto. Perché a Palermo certi nomi non si pronunciano ad alta voce. Ada lo sapeva. E ha continuato lo stesso.

