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Non prenderla come una critica – “La questione dei cavalli” di Arianna Ulian

Recensione di: La questione dei cavalli
22.10.2020

Il pretesto

Arianna Ulian, autrice di La questione dei cavalli, primo volume della collana Fremen curata da Giulio Mozzi per Laurana, è giunta alla sua prima prova letteraria con un corredo immaginativo composto in sostanza da tre elementi: un pretesto, una città e una prospettiva. Ne ha ricavato una storia multiforme e polifonica, dichiaratamente sperimentale, tanto semplice nell’intuizione quanto complessa nella struttura e nello stile. 

Questa la trama: in occasione della preparazione di un western a Venezia – idea del celebre e visionario regista Mr.C che ha intenzione di girare un ambizioso sequel di Il mio nome è Nessuno di Tonino Valerii – accade un incidente che coinvolge i sette cavalli da impiegare durante le riprese in laguna. In breve: non riescono a sbarcare. Lo racconta Mauro Gallone – proprietario di un’agenzia di casting per animali –, insieme ad altri addetti ai lavori, rivolgendosi a una giornalista che sta provando a ricostruire i fatti dopo qualche anno. I cavalli sono «neofobi», temono le cose nuove, per cui l’idea di attraversare la laguna sulla chiatta, su cui pur sono addestrati a salire, li confonde e li agita. Vengono bendati e sollevati di peso con un complicato sistema di cinghie, gli addetti ai lavori sono preoccupati dalle reazioni degli animalisti, si moltiplicano le grane burocratiche. Tutti sono colpevoli ma nessuno si sente colpevole. Al momento dello sbarco, dopo la traversata sulla chiatta, ogni manovra si rivela inutile. In più, si scopre che i cavalli sono malati. Alla questione che dà il titolo al romanzo se ne aggiungono altre, alcune inspiegabili, altre difficilmente prevedibili: dalla comparsa di una strana muffa rosa sulle mura della città, all’ammutinamento delle comparse del film che, indossando i costumi di scena, si rivoltano contro la troupe; fino alla scomparsa di un bambino autistico – sulla natura del suo disturbo il romanzo ci lascia volutamente in dubbio – di nove anni, il solo che sembra aver empatizzato con gli sfortunati animali. Si chiama Momo, il diminutivo di Girolamo, ed è lui la prospettiva di cui si serve la Ulian per far girare la sua storia.

CLICCA QUI per leggere l'intera recensione di Marco Terracciano per "I libri degli altri"

La questione dei cavalli

di Arianna Ulian

editore: Laurana Editore

pagine: 288

«Il ritratto di una Venezia che nessuno si poteva aspettare. Una prova autoriale che merita il più grande rispetto». Dario Voltolini
18,00 17,10

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