MEN ON WHEELS - IL VELENO NELLA CODA

Recensione di: Il veleno nella coda
16.10.2021

l romanzo più bello del 2021 l’ha fatto uno scrittore atipico, uno con zero birignao letterari (anzi dice: “la cosa che mi imbarazzerebbe di più sarebbe pubblicare la lista dei libri che non ho letto: tutti mi prenderebbero per il culo”), uno che nella vita ha fatto tante cose e dice “ogni volta che ho provato a fare qualcosa di nuovo ho fallito miseramente”. Francesco Mazza è un ex writer nella Lambrate dura degli anni ‘90, ex bimbo prodigio in una trasmissione di Michele Santoro, ex autore televisivo per Italia1 e poi, per anni, a “Striscia la notizia”, ex studente di cinema a New York coi risparmi accumulati nella “reclusione” con Antonio Ricci, autore di un cortometraggio che ha vinto premi, ma che nessuno ha notato, autore di documentari che fanno saltare dalla sedia, come quello su Ettore Majorana, andato in onda su Sky.

Ha scritto un’autobiografia che è un inseguimento del padre, chirurgo maxillo facciale, “dentista di Berlusconi” (fu lui ad aggiustare la faccia al Cavaliere, colpito il 13 dicembre 2009 da Massimo Tartaglia, con un modellino del Duomo). Un padre maniaco, esplosivo, braccato da un demone interiore che lo ha portato al suicidio. Il libro si intitola Il veleno nella coda (Laurana), la prossima presentazione è prevista al Salone del libro di Torino, domenica 17 ottobre, alle 16, 45. Ed è un libro nel quale la mancanza di pudore nel descrivere se stesso, il padre, la propria famiglia non ha niente di ostentato, intenzionale, “letterario”. Lo stile non ha niente di manierista, e nemmeno la semplicità pop e trendy fatta di frasi brevi e punteggiatura desolata. Un’autobiografia/romanzo in cui non si capisce dove finisce la finzione e comincia la realtà. Probabilmente è tutto vero. Ma non importa. Importa che sia una storia potente. Lo è.

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Il veleno nella coda

Il veleno nella coda

di Francesco Mazza

editore: Laurana Editore

pagine: 616

Un padre, un figlio, un doppio regolamento di conti. Un figlio decide di scrivere un libro per regolare i conti con il padre – un padre che è una specie di «Re Mida al contrario». Ma proprio nei giorni in cui finisce di scriverlo, il padre si suicida. E lascia un memoriale: con il quale fa, a sua volta, i conti con tutta la propria vita. E che cosa è la vita, per questo padre e questo figlio? È l’inseguimento del più potente, del più pericoloso, del più letale dei seduttori: il successo. «Ero famoso», scrive il figlio a un certo punto. «Sarebbe durato pochissimo e il risveglio sarebbe stato brutale». Ma se il figlio ha la forza di tentare, di riuscire, di cadere e poi di rialzarsi, il padre a un certo punto no, non ce la fa più. In questo libro, cara lettrice, caro lettore, trovi tutto: il racconto del figlio e il racconto del padre. Entrambi sono pieni di avventure, di intelligenza, di sentimenti fortissimi, di odio e di amore, di ambizione e delusione. E ci troverai il doppio ritratto di un’Italia gaudente e disperata. Tu, vedrai, non saprai decidere: non saprai deciderti. La doppia immagine di questo padre, di questa Italia, di queste vite, ti resterà appiccicata addosso. Forse per sempre. Giulio Mozzi
19,50

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