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Lo strano western ambientato a Venezia. “La questione dei cavalli” di Arianna Ulian

Recensione di: La questione dei cavalli
16.11.2020

La questione dei cavalli, primo romanzo di Arianna Ulian, inaugura presso le Edizioni Laurana la collana di narrativa italiana “Fremen”, curata da Giulio Mozzi.

Il romanzo si svolge a Venezia che, come scrive Dario Voltolini nella postfazione, è «una Venezia che nessuno si poteva aspettare: una decisa liquidazione di ogni stereotipo, di ogni immagine prefabbricata».

Mr. C., un visionario regista canadese, sceglie Venezia come ambientazione per il sequel del film western Il mio nome è Nessuno. È giugno, è tutto pronto per l’inizio delle riprese, ma una serie di errori e di cavilli burocratici complica lo sbarco dei sette cavalli che sarebbero dovuti comparire nelle riprese. Il caldo rende tutto ancora più difficile, si susseguono voci che collegano la presenza della troupe a strani eventi: una moria di pesci, una muffa rosa che appare sui muri delle case. A rendere ancora il tutto più complicato è un gruppo di comparse che si impossessa degli abiti di scena e vestiti da cowboy battano la città come il Mucchio Selvaggio del famoso film di Sam Peckinpah spinti da una rabbia che non ha un obiettivo preciso, ma che si rivolge a tutto e tutti.

CLICCA QUI per leggere la recensione di Marcella Rizzo

La questione dei cavalli

di Arianna Ulian

editore: Laurana Editore

pagine: 288

«Il ritratto di una Venezia che nessuno si poteva aspettare. Una prova autoriale che merita il più grande rispetto». Dario Voltolini
18,00 17,10

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