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L'INTELLETTUALE DISSIDENTE - IL VELENO NELLA CODA

Recensione di: Il veleno nella coda
29.05.2021
L'Era della Gnocca

Il berlusconismo, la politica delle orge, il Crepuscolo degli Dei. Il romanzo del fallimento di un uomo e di un'epoca. Dialogo con Francesco Mazza

Di Massimo Mazza, oggi, c’è un sito in memoria: è stato dentista tra i più capaci e audaci, per sport sollevava pesi. Nelle fotografie, ha lo sguardo di chi rischia tutto: puro, inquieto e cattivo insieme. Tra l’altro, è stato il dentista di Silvio Berlusconi. Lo diventa nel 2000, dopo una visione e una dedizione disumane (“Ho una visione: Berlusconi. Voglio diventare il suo dentista. Per questo mi serve il mio studio da solo. Lo costruisco in via Melzi d’Eril 20. Mi indebito come sempre fino all’inverosimile. Mi sento ispirato. Non conosco limiti”). Massimo Mazza arriva dove vuole arrivare, con passione e rapacità inesorabili. Ha fama, figli, amanti. Nel 2005 Silvio Berlusconi, “un mostro di velocità”, lo obbliga a passare tre giorni con lui a Villa Certosa (“È un’esperienza antropologica senza precedenti”). Carambola tra gloria e sconfitta, tra armonia e caos. Infine, si ammazza. “Alle 8:03 della mattina del 4 settembre 2019, mia madre mi telefonò per informarmi che mio padre era morto suicida”. Da qui attacca il romanzo del figlio di Massimo Mazza, Francesco, Il veleno nella coda (Laurana Editore, 2021), che è poi il romanzo del berlusconismo, della disfatta di un’era, dell’utopia televisiva che ha imbambolato tutti in un sogno spurio, tracotanza di vampiri. Francesco Mazza ha lavorato con Michele Santoro e Antonio Ricci, è regista – ha diretto, tra l’altro, Frankie (Italian Roulette) e Ettore Majorana. L’uomo del futuro; ha creato, con Daniele Balestrino, Gli estremi rimedi –, nel romanzo racconta (o romanza) il suo incontro con Berlusconi, con hollywoodiana ferocia (“Dal mio nuovo punto di osservazione lo vedevo sorridermi proprio come nei manifesti tipo ‘Meno tasse per tutti’, ma appesa alla parete dietro di lui c’era una gigantografia della famosa scena di Shining in cui Jack Nicholson abbatte la porta del bagno a colpi di accetta. Col ghigno folle dell’attore sopra quello del presidente del Consiglio non capivo più dov’era il confine tra realtà e finzione”). [...]

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Il veleno nella coda

di Francesco Mazza

editore: Laurana Editore

pagine: 616

Un padre, un figlio, un doppio regolamento di conti. Un figlio decide di scrivere un libro per regolare i conti con il padre – un padre che è una specie di «Re Mida al contrario». Ma proprio nei giorni in cui finisce di scriverlo, il padre si suicida. E lascia un memoriale: con il quale fa, a sua volta, i conti con tutta la propria vita. E che cosa è la vita, per questo padre e questo figlio? È l’inseguimento del più potente, del più pericoloso, del più letale dei seduttori: il successo. «Ero famoso», scrive il figlio a un certo punto. «Sarebbe durato pochissimo e il risveglio sarebbe stato brutale». Ma se il figlio ha la forza di tentare, di riuscire, di cadere e poi di rialzarsi, il padre a un certo punto no, non ce la fa più. In questo libro, cara lettrice, caro lettore, trovi tutto: il racconto del figlio e il racconto del padre. Entrambi sono pieni di avventure, di intelligenza, di sentimenti fortissimi, di odio e di amore, di ambizione e delusione. E ci troverai il doppio ritratto di un’Italia gaudente e disperata. Tu, vedrai, non saprai decidere: non saprai deciderti. La doppia immagine di questo padre, di questa Italia, di queste vite, ti resterà appiccicata addosso. Forse per sempre. Giulio Mozzi
19,50

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