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“La proibizione”, quel pensiero affilato di Valentina Durante

Recensione di: La proibizione
22.05.2019

Il titolo dev’essere l’ultima violenza di zia Eleonora. Tutte quelle “i”, che più che ritmare sezionano la parola: astratta, non contaminata dal fiato della vita. Come la sua mano che tagliava i pezzi di carne in parti perfettamente uguali, prima di farli sparire in una bocca perfettamente truccata.

Zia Eleonora è la vera protagonista del romanzo di Valentina Durante, La proibizione (Laurana, 2019, pp. 248, € 16). Gli altri non sono che marionette nelle sue mani, vittime del suo modo atroce di amare, inflessibile e onnipotente.

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La proibizione

di Valentina Durante

editore: Laurana Editore

pagine: 248

Il prezzo più alto che si possa pagare per un gesto d'amore è l'odio della persona amataLeni, protagonista de La proibizione, è prigioniera di un misterioso potere – ereditato dalla madre, che è fuggita affidandola alle cure di zia Eleonora. L’educazione di Leni viene condotta da Eleonora all’insegna di una regola inflessibile: non devi amare, mai, non devi amare, nessuno. Nemmeno te stessa. Ma è possibile non amare mai, non amare nessuno? Nemmeno sé stessi? Con questo suo primo romanzo Valentina Durante ci consegna una storia semplice e terribile, narrata con una scrittura limpida, ipnotica, allucinata. E si candida a un posto di tutto rispetto nel panorama della letteratura italiana del nostro tempo. Giulio Mozzi
16,00

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