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IL CORRIERE DELL'ITALIANITÀ - BREVE TRATTATO SUI PICCHIATORI NELLA SVIZZERA DEGLI ANNI OTTANTA

Storie di giovani picchiatori e di vecchi stereotipi

“Siamo sicuri che la Svizzera sia una società felice? Che il nostro giardino sia sempre più verde di quello del vicino? Mi auguro che il mio libro possa dare un calcio alla gamba del tavolo su cui banchettano i cliché più disparati per vedere se qualcuno di questi casca a terra e si sgretola”

Negli anni Ottanta – quelli del cubo di Rubik, del punk rock, delle spalline, dei paninari, di Tony Manero e la disco music, della caduta del muro di Berlino, della “Milano da bere” – nella Svizzera Italiana cresceva una generazione particolare, che amava “menare le mani”. È disponibile in libreria “Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta” (prefazione di Giulio Mozzi, postfazione di Ermanno Cavazzoni), scritto dalla giornalista e scrittrice locarnese Manuela Mazzi. Il giovane pugile Matt Stehnermeier, detto Nitro, il suo compagno di avventure Gerry detto Glicerina, Cristina Brusino detta LouLou c’est moi – unica donna-, sono solo alcuni dei protagonisti di questo racconto che svela, seppur in modo romanzato, una realtà che non ti aspetti. Sì, perché sembra difficile immaginare che in un paese così “ordinato e tranquillo, dove si sta bene” come la Svizzera, ci fossero delle bande agguerrite sparse sia nelle aree metropolitane che nelle periferie. Leggere per credere: nel libro si racconta di capibranco, gregari, picchiatori liberi e gang. Abbiamo intervistato l’autrice per capire da dove nascesse per questi ragazzi l’esigenza di picchiare, ma anche per guardare alle nuove generazioni, “oppresse” sicuramente da problemi diversi, ma fondamentalmente legate a quelle precedenti dalle stesse difficoltà del “crescere”.

 

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Breve trattato sui picchiatori nella Svizzera italiana degli anni Ottanta

di Manuela Mazzi

editore: Laurana Editore

pagine: 272

«Questo è un racconto monumentale, come sempre è il ricordo della gioventù e dell'adolescenza selvatica» Dalla postfazione di Ermanno Cavazzoni
18,00

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