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Arianna Ulian, quando a Venezia sbarcarono i cavalli

Recensione di: La questione dei cavalli
03.10.2020

Arianna Ulian (1975) vive a Venezia, in sestiere Cannaregio, è laureata in filosofia, ha una formazione musicale e ha lavorato come sound designer. Attualmente insegna arte e musica in una scuola elementare.

E’ una scrittrice esordiente, al primo romanzo, in cui la sua città appare sotto una luce insolita, lontana dalle cartoline patinate che siamo abituati a vedere o a immaginare.

“La questione dei cavalli” ci porta in una città problematica, in cui ogni decisione che altrove parrebbe semplice si trasforma in un problema da risolvere, inseguendo leggi e decreti speciali, funzionari esperti o imbelli, burocrati insensibili al buon senso comune: nella città lagunare nessuna scelta può essere fatta con leggerezza.

In questo contesto reale Arianna Ulian ambienta una storia surreale, del tutto improbabile, ma così amalgamata con la quotidianità che nel succedersi dei fatti si ha l’impressione che in fondo tutto il narrato avrebbe potuto essere un autentico vissuto.

Messi da parte i colori soffusi delle albe e dei tramonti in gondola, la scrittrice ci offre per Venezia una tavolozza di colori eclatanti declinati in innumerevoli sfumature (verde vegetale, giada, blu scuro-grigia, verde foglia-argento, grigio verde, verde viola, rosso scuro, con cieli neri, bianchi, bianco acido, ricoperti di una patina grassa), sostituisce ai profumi odori forti e pungenti, offre alla vista angoli estranei ai percorsi turistici, solletica l’udito con richiami, fischi, urla sempre simbolici, mai gratuiti.

Venezia diventa la città delle zanzare e dei trolley trascinati sul selciato, si mostra in alcuni passaggi come una città distopica, indesiderabile, ostile a chi la vuole piegare alla sua volontà e ai suoi capricci. Ma proprio qui deve essere girato un film, una sorta di sequel del western “Il mio nome è Nessuno”, per specifica volontà di un visionario regista.

Sta proprio qui, nel nucleo narrativo scelto da Arianna Ulian, il suo rischioso colpo gobbo, gestito dall’autrice con sapiente maestria: il suo racconto non ha sbavature, scorre via nella sua apparente normalità come se davvero sembrasse logico immaginare una troupe cinematografica impegnata con un western a Venezia, dove alle praterie bisogna sostituire calli e sestieri, ponti e canali, con oggettive difficoltà per cavalcate in campo lungo.

CLICCA QUI per leggere la recensione di Luisa Perlo per ilfont.it

La questione dei cavalli

di Arianna Ulian

editore: Laurana Editore

pagine: 288

«Il ritratto di una Venezia che nessuno si poteva aspettare. Una prova autoriale che merita il più grande rispetto». Dario Voltolini
18,00 17,10

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