Ancestrale e distopica l'Isola dell'antigender

03.07.2020
"Fiore d'agave, fiore di scimmia" (Laurana, 216 pagine, 18 euro) di Irene Chias non è soltanto il suo nuovo romanzo. In realtà è qualcosa di più: innanzitutto, si tratta di una narrazione che si sdoppia, dal momento che consta di due ceppi affabulatori, intrecciati a doppio filo. L'autrice si muove con grande nonchalance, dimostrando un'attitudine schizofrenica (nel senso migliore che l'aggettivo possa assumere in questo caso) tale da consentirle una sorta di doppio registro. Detto questo, il romanzo sin da subito esibisce in esergo una tramatura argomentativa, un rovello del ragionamento che trasmutano la scrittura d'invenzione in involontario ( ma non troppo) saggio antropologico. In parole povere, la storia che la Chias squaderna sotto gli occhi del lettore, ambientata in una Sicilia insieme ancestrale e apocalittica, è anche una ricapitolazione dei suoi temi più cari una sorta di ironico, a tratti sarcastico compendio.

Clicca QUI per leggere l'intero articolo di Salvatore Ferlita per la Repubblica - Palermo del 3 luglio 2020
Fiore d'agave, fiore di scimmia

Fiore d'agave, fiore di scimmia

di Irene Chias

editore: Laurana Editore

pagine: 224

«Mi chiamo Adelaide Dattilo e con queste poche righe voglio raccontare la mia terribile meravigliosa esperienza di madre e di essere umano. Intitolerò questo resoconto Io e la scimmia. Perché di questo si tratta, di me e di un ominoide fra i più prossimi alla nostra specie: un bonobo»
18,00

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