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AFFARITALIANI.IT - IL VELENO NELLA CODA

Recensione di: Il veleno nella coda
28.04.2021

L'autobiografia di una generazione tra le donne del Cav e la televisione

"Il veleno nella coda", l'atipica autobiografia a matrioska di Francesco Mazza è sia romanzo di formazione che documento della disillusione di una generazione

Francesco Mazza è un tipo da romanzo, perché pur essendo un under-40, rimane una giovane promessa, senza passare alla successiva fase arbasiniana del solito stronzo. Il problema è che in mezzo c'è forse l'aspirazione ad essere venerabile maestro: affare complicato quando si vive in una generazione come quella nata negli anni '80 alla quale appartiene Mazza. Mazza scrive un romanzo, ovvero la propria autobiografia modello matrioska. Racconta la propria storia, tutta giocata nel rapporto con il padre - dentista di Berlusconi, e in fondo con il proprio Oscuro Inquilino, il cuore di tenebra di ciascuno di noi. Ma è una bio matrioska, perché nel suo romanzo c'è anche quello del padre, in un gioco di specchi, di verità e menzogne che alla fine si fondono indissolubilmente.

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Il veleno nella coda

di Francesco Mazza

editore: Laurana Editore

pagine: 616

Un padre, un figlio, un doppio regolamento di conti. Un figlio decide di scrivere un libro per regolare i conti con il padre – un padre che è una specie di «Re Mida al contrario». Ma proprio nei giorni in cui finisce di scriverlo, il padre si suicida. E lascia un memoriale: con il quale fa, a sua volta, i conti con tutta la propria vita. E che cosa è la vita, per questo padre e questo figlio? È l’inseguimento del più potente, del più pericoloso, del più letale dei seduttori: il successo. «Ero famoso», scrive il figlio a un certo punto. «Sarebbe durato pochissimo e il risveglio sarebbe stato brutale». Ma se il figlio ha la forza di tentare, di riuscire, di cadere e poi di rialzarsi, il padre a un certo punto no, non ce la fa più. In questo libro, cara lettrice, caro lettore, trovi tutto: il racconto del figlio e il racconto del padre. Entrambi sono pieni di avventure, di intelligenza, di sentimenti fortissimi, di odio e di amore, di ambizione e delusione. E ci troverai il doppio ritratto di un’Italia gaudente e disperata. Tu, vedrai, non saprai decidere: non saprai deciderti. La doppia immagine di questo padre, di questa Italia, di queste vite, ti resterà appiccicata addosso. Forse per sempre. Giulio Mozzi
19,50

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