Nov 22

…su “Alibionline”

Questa volta Michele Monina ci guida a Berlino e Amsterdam

di Michele Lupo

Prosegue il curioso progetto di Michele Monina che sta facendo il giro delle maggiori città europee per Laurana Editore. Un tour di cui riferimmo a suo tempo, a proposito della guida dedicata a Londra. Un mese per città e una guida pronta all’uso. Le ultime uscite: Berlino e Amsterdam.
Monina è autore di diversi libri sulla cultura pop, specie quella musicale, cui guarda talvolta, par di capire, in termini sociologici, cosa che lo porta a scrivere anche di figure imbarazzanti come il cantante dei Negramaro, prendere sul serio il quale fino al punto di pubblicarlo da Einaudi – e recensirlo come hanno fatto i grandi cadaveri della carta stampata – certifica lo stato di decadenza rovinosa in cui versa questo paese.

A giudicare tuttavia da questi maneggevoli libretti pronti da infilare negli zaini, gli interessi di Monina attraversano orizzonti culturali amplissimi, diremmo, senza confini, non solo geografici ma anche estetici – i riferimenti alla cultura alta (e come potrebbe essere diversamente?) sono ben presenti per orientarsi al meglio nelle metropoli europee, dalla letteratura al cinema ai musei e alle storie che contengono. Previamente orientarsi con Döblin e Wenders, il McEwan del gran romanzo Lettera a Berlino: Monina ricorda come prima di partire per la capitale tedesca gli stimoli non manchino certo. Il tono discorsivo e colloquiale non gli impedisce di restare sul punto di una guida pronta all’uso, pratica, amichevole e colta insieme. Fra gli spazi urbani e le persone. Fra parchi, locali, cibo e mondo underground.

Lo stesso approccio nella guida su Amsterdam, anch’essa peraltro nel titolo di un’opera di McEwan. E altrettanto multietnica di Berlino. Informazioni utili, panoramiche sulla ricca vita musicale, escursioni in battello lungo i suoi canali e pessimi caffè (nel senso proprio della bevanda, ché invece iCoffeshop sono uno dei due motivi principali che spingono tanti pischelli nostrani, anche di età avanzata, verso Amsterdam). E una confessata ma non per questo commendevole, cattolica pruderie che suggerisce all’autore di glissare il più possibile sull’agio sessuale della liquida città olandese. Del quale ci riferisce – parole sue, è questo sì è un peccato, in una guida così viva, con buoni spunti da reportage, senza considerare l’altro motivo forte per cui i pischelli di cui sopra ad Amsterdam vanno volentieri – solo ciò che uno già sa standosene comodamente seduto sulla sua poltrona.

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