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Laurana Editore

Addio, Bocca di rosa

di Daniela Piazza

editore: Laurana Editore

pagine: 248

Il clamore per la tragica vicenda de La morte non ha rispetto che aveva sconvolto nell’inverno Celle Ligure non si è ancora spento, quando un nuovo caso costringe il maresciallo Talarico e la sua ostinata “collaboratrice” Annarita ad abbandonare gli amati romanzi per frugare tra i segreti dei concittadini. Durante un concerto estivo dedicato a De André una giovane si accascia al suolo e muore. A colpire subito sono le analogie tra le sue note abitudini e quelle della protagonista della canzone eseguita in quel momento, Bocca di rosa. Solo una coincidenza o la prova che a uccidere la giovane sia stato qualcosa di più grave di un semplice colpo di calore?Tra intrighi, stupefacenti scoperte e sconclusionate indagini, Talarico e Annarita assicureranno il colpevole alla giustizia, sullo sfondo di una cittadina apparentemente paradisiaca ma teatro di insospettabili misteri.
17,00

Gibildonna

di Nunzio Primavera

editore: Laurana Editore

pagine: 512

Un’intensa saga familiare tra i vigneti che guardano il mare.Il cuore forte degli anziani, le incertezze dei giovani e la determinazione e l’indipendenza delle donne vere e proprie forze unificatrici.Lavoro, fatica, resilienza. E ancora riscatto, passione, dignità. Sono solo alcune delle caratteristiche della famiglia Labò, piccoli coloni che, nel dopoguerra, con la Riforma agraria, diventano coltivatori diretti, piantando filari di vigne e mettendo anima e cuore nella produzione di vini pregiati.Nel baglio Labò, nucleo da cui tutto ha origine e a cui tutto ritorna, nascono e tramontano amori lunghi e travagliati, in una saga simile a quella di ogni famiglia delle campagne d’Italia. E come tutti i coltivatori, nel corso degli anni, la famiglia Labò si troverà ad affrontare ogni tipo di ostacolo: dalla crisi energetica alla siccità e ai cambiamenti climatici, confrontandosi con le emergenze alimentari, l’allarme metanolo, il caporalato e l’integrazione degli immigrati. Con delle certezze inossidabili: la presenza del vigneto primigenio, autentico genius loci da cui trarre forza, e il potere legante della famiglia, che vedrà nei consigli degli anziani patriarchi le soluzioni per superare momenti difficili.
20,00

Il lobbista

di Fabio Massa

editore: Laurana Editore

Un uomo che ha tutto e niente. Una città sofisticata e spregiudicata. La lunga discesa nell’abisso del potere per ritrovare se stesso. E rinascere.A.F.M. è un lobbista. Uno di quelli bravi, che conoscono tutti, che lavora nel posto giusto per fare affari: la Milano cinica e spietata nella quale il denaro circola senza limiti. Caustico, con una ironia che sfocia nel sarcasmo e nel dileggio, si muove a suo agio in un mondo fatto di giochi sporchi, infamie giornalistiche, avvenimenti tanto scandalosi da risultare ridicoli. E racconta la sua storia piena di intrecci, uno incastrato nell’altro, come una matrioska, in una vicenda che ha come sfondo il capoluogo lombardo, i suoi hotel, i suoi grattacieli e i suoi potenti e manager, irreprensibili alla luce del giorno, più opachi e ambigui nell’atmosfera seducente dei ristoranti stellati.La storia di A.F.M. è un intrigo tra i palazzi, che inizia e si conclude in una estate caldissima di Milano, che fa appiccicare la camicia alla schiena sudata e affondare i tacchi delle donne eleganti nell’asfalto dei marciapiedi. È una caduta agli inferi che sa di redenzione tra potere, sesso, cattiverie e sussulti di moralità, in cui A.F.M. scoprirà di non essere solo una sigla, ma un uomo, Alberto. Sempre più perso in una città che tutto dà e tutto toglie, senza alcun freno inibitorio.
18,00

Le bionde del Benaco

di Marco Ghizzoni

editore: Laurana Editore

pagine: 192

A Gardone Riviera, la primavera sembra non voler arrivare. Un aprile freddo e piovoso, infatti, tiene lontani i turisti, mettendo i bastoni tra le ruote ad albergatori e campeggiatori. Uno su tutti, il tedesco Jurgen Mann, proprietario del campeggio La spiaggia incantata che, tra un’imprecazione e l’altra, si abbandona alla contemplazione dello splendido paesaggio davanti a una birra ghiacciata. Quando, all’improvviso, nota qualcosa di strano nell’acqua: si tratta del corpo esanime di un uomo. Intanto, il commissario Umberto De Tullio si è appena alzato e non immagina cosa lo aspetta. Con ancora addosso il peso dell’ennesima notte di alcol e solitudine, e reduce dell’immancabile telefonata della madre con velleità investigative, quando arriva al commissariato di Desenzano del Garda, prima gli affibbiano la nuova tirocinante, Sabrina Toniolo, una bellissima veneta in grado di farlo sentire ancora più brutto e inadeguato di quello che è, e poi lo informano del corpo ritrovato a La spiaggia incantata. Ma il peggio deve ancora venire. Gli unici due testimoni, il campeggiatore sopracitato e un pescatore fuori di testa, sono del tutto inaffidabili. Come venirne a capo? Tra colpi di scena a ritmo di jazz e rum a profusione, De Tullio riuscirà a risolvere il caso grazie a un aiuto inaspettato. Il tutto, sullo sfondo del lago più grande d’Italia.
16,00

Lo splendore

I. L'infanzia di Hans

di Pier Paolo Di Mino

editore: Laurana Editore

pagine: 680

Che cosa sappiamo della realtà? La realtà dell’esperienza ci è nota: conosciamo fatti, eventi, cause, luoghi, individui. Ma nel cuore dell’esperienza è nascosta una trama simbolica: la realtà reale. Nell’Ottocento, mentre grazie alla rivoluzione industriale la tecnica si affermava come lo strumento principe per la conoscenza e il dominio del mondo, i romanzieri – da Balzac a Flaubert – tentarono di rappresentare scientificamente la realtà dell’esperienza; ma nel passaggio al Novecento ci si accorse che il realismo non riusciva a soddisfare il bisogno di senso, che l’esperienza risultava frammentata e dispersa, che la realtà reale sfuggiva alla presa. Joyce, Proust, Döblin, Mann, Broch, Musil, Hesse, Canetti e altri tentarono un romanzo nuovo, vorace, spirituale, strabordante dalle forme canoniche. Lo splendore di Pier Paolo Di Mino si colloca in questa tradizione modernista; ma ficca le sue radici molto più nel profondo, nelle grandi narrazioni bibliche e prebibliche, nella sapienza cabalistica e alchemica – il titolo è un omaggio allo Zohar –, nel romanzo comico e parodistico di Cervantes e Sterne. E al tempo stesso è una rocambolesca e talvolta granguignolesca epopea popolare, avvincente come un romanzo di Dumas. Lo splendore. L'infanzia di Hans racconta l’infanzia di Hans Doré, nato nel 1911 in un sobborgo di Berlino e destinato a diventare il «vero re», colui che – senza saperlo – potrà salvare il mondo dalla macchina della necessità; ma è soprattutto il racconto della sua genealogia diretta e indiretta, nella quale si affollano personaggi memorabili – la curatrice ambulante Hermine, la piissima Clea, il brutale Gustav, il fervente socialista Joseph –, ciascuno con il proprio compito all’interno della sottile trama che regge le sorti dell’umanità. Le loro vite sono contese da due fazioni contrapposte, che sembrano muoversi con agilità nello spazio e nel tempo: da una parte l’abeliano Hubel e il cainita Ginzburg, dall’altra il prete Kircher e un misterioso libraio. Saranno questi ultimi che, per mezzo di un visionario libro azzurro fatto di sole immagini, tenteranno di guidare Hermine, Clea, Gustav, Joseph e lo stesso Hans verso lo splendore.
22,00

Il giorno dei limoni neri

di Alessandro Di Domizio

editore: Laurana Editore

pagine: 280

1997 – Giacomo Riesi è un mafioso. Ha ucciso, vendicato e obbedito ciecamente agli ordini imposti dalla famiglia, per un senso di appartenenza che gli è stato inculcato con la forza sin dalla tenera età. Giacomo è anche un detenuto dell’Orfento, carcere di massima sicurezza nella montagna abruzzese. Prigioniero da vent’anni, è il punto di riferimento di tutti i carcerati, che verso di lui nutrono un profondo rispetto. O almeno, questo finché l’omicidio della sua amante, la giovane ispettrice Sara Trevisan, non getta la sua rispettabilità alle ortiche. Chi ha ucciso Sara? E perché le modalità del suo assassinio ricordano quelle della moglie di Giacomo, morta decenni prima? Tra faide familiari, intrighi, torture e lotte a mani nude, Giacomo dovrà mettere a rischio la sua incolumità fisica e mentale per trovare il colpevole e cercare, finalmente, di conquistare la felicità che gli è sempre stata negata.
17,00

Tutta colpa di Chopin

di Cristina Aicardi, Ferdinando Pastori

editore: Laurana Editore

pagine: 232

A Milano l’estate non ne vuole sapere di cedere il passo all’autunno, così come Olga Cazzaniga Peroni di stare lontana dai guai. Questa volta è il furto subito da un’amica a fornirle l’occasione di tornare a collaborare con l’investigatore privato Franco Reali. Inizialmente restio a occuparsi del caso, Reali finisce comunque per accettare l’incarico nonostante la presenza ingombrante della vulcanica brianzola, ricomponendo così una delle coppie più improbabili e fuori dagli schemi del giallo italiano. L’investigatore e la sua squadra dovranno non solo trovare il filo rosso che collega la Brianza a Milano, ma anche provare a imbrigliare l’incontenibile Olga. Mistero, azione e ironia sono gli ingredienti di questa nuova commedia gialla dove i personaggi, già apparsi in Dolce da morire, tornano in scena ancora più imprevedibili, scorretti e coinvolgenti che mai.
17,00

Odio il martedì

di Riccardo Seccarello

editore: Laurana Editore

pagine: 296

Veneto, 2012. Un brutale assassinio scuote Colleverde, un paese trevigiano immerso nei vigneti del Prosecco. Mentre fa jogging nel bosco, il maresciallo dei carabinieri Nino Visentini trova il cadavere di Cristina Rizzo, una giovane farmacista. Sicuramente opera di professionisti, l’omicidio sembra non avere un movente. Durante le indagini, i carabinieri e l’acida pm girano a vuoto, tra buchi nell’acqua e false piste. L’unica nota positiva è l’emergere di importanti particolari su alcuni abitanti di Colleverde, tra cui Elvira Schiavon, una bella e raffinata ex prostituta che si è trasferita da Mestre nella cittadina. La donna ha aperto un apprezzato negozio di biancheria intima maschile e, niente di meno, frequenta Visentini.  Tra colpi di scena e difficoltà a ogni angolo, Visentini dovrà lottare con tutto se stesso per trovare il colpevole e per stare accanto a Elvira anche a costo della propria missione. Perché la giustizia non ammette sfumature.
18,00

La casa delle orfane bianche

di Fiammetta Palpati

editore: Laurana Editore

pagine: 376

Per aiutarsi reciprocamente tre donne di mezz’età decidono di ritirarsi in una casa di paese con le rispettive anziane madri, bisognose di assistenza. La convivenza, sulla carta, è un incastro perfetto: cosa c’è di meglio della rusticità dei bei tempi andati per dividere spese, pensieri, incombenze, e magari risanare quel legame intimo tra madre e figlia, di accudimento e amore, che al momento è invertito? Ma il nido si mostra assai presto per quello che è: un covo di immaturità, risentimento, egocentrismo e disperazione che sfocia in un tragicomico delirio collettivo: la casa si rivolta contro le inquiline e il loro desiderio, soffocandole tra immondizie, un cane infido e l’odore nauseabondo di una papera guasta. La situazione precipita quando arriva nella casa, teoricamente come badante, una suora fasulla e inferma, che si piazza in poltrona e pretende d’essere servita e riverita. Lo scompiglio che ne segue getta le protagoniste nello sconforto totale finché, come in ogni dramma che si rispetti, esse saranno costrette a smascherarsi, e a dichiararsi orfane bianche. Un piccolo miracolo profano si compie: ma nessuno guarisce, e la porta della casa delle orfane bianche si chiude su un lieto e bizzarro banchetto funebre, a base di uova tonnate e pizze di Pasqua. A fare da cerimoniere in casa, e assistere il lettore durante lo svolgersi di questo mistero pasquale, c’è un narratore in smoking: distaccato, compassato, divagante – un flâneur da sala piegato alla cronaca, o un videocronista con ambizioni letterarie – che si immerge sempre più intensamente nell’infelicità delle orfane bianche, a mostrare come quell’agnizione aspiri a essere una categoria poetica, prima ancora che una condizione psicologica.
19,00

Senza copione

di Filippo Danovi

editore: Laurana Editore

pagine: 280

Ilaria ha interrotto una carriera promettente di attrice per dedicarsi a missioni umanitarie a tutela dell’infanzia. In una di queste, mentre sta attraversando il deserto dello Yemen, viene rapita. La sua scomparsa mette in crisi una serie di complessi equilibri e, dopo la liberazione, non soltanto la ragazza, ma anche tutti i familiari e il compagno saranno chiamati a confrontarsi sul ruolo che le persone esercitano e sulle dinamiche e le scelte che danno senso e valore alla vita. E, pur con il dubbio di fondo che la trama della nostra storia sia retta da regole già scritte, ovvero lasciata a una serie di coincidenze e casualità, emerge in ogni caso l’unicità del destino, sempre personale e irrevocabile.
18,00

Ogni singolo istante

di Lapo De Carlo

editore: Laurana Editore

pagine: 480

Forse non c’è mai stata una sola vita che abbia preso la direzione immaginata. Questa è una storia fatta di storie che cambiano continuamente rotta, come alcuni amori traballanti e le partite dell’Inter, come gli avvenimenti storici che scolpiscono mezzo secolo e, modellando le esistenze, in questo libro battono il tempo andando in parallelo. Ripercorrendo il proprio percorso di vita, Lapo De Carlo racconta cinquant’anni di Storia italiana e internazionale, soffermandosi su vicende che appartengono a mondi diversi e si incontrano nella coscienza comune. Un emozionante resoconto che tocca un’epoca fatta di istanti pubblici e personali, sincopati dalla passione per una squadra. Tra un passaggio e l’altro.
18,00

Dove il fiume muore

di Giovanni Battista Menzani

editore: Laurana Editore

pagine: 416

Ivan e Mattia sono una coppia di amici che ha trovato un modo particolare per arrotondare le proprie magre entrate: organizzano finti cortei di protesta che vengono dispersi facilmente, senza che nessuno si faccia male. In questo modo, le forze dell’ordine si ingraziano il Ministro dell’Interno e i due incassano sottobanco qualche soldo per sopravvivere. Un giorno, però, accade l’irreparabile: i manifestanti che hanno arruolato si fanno prendere la mano. I danni ammontano a duecentomila euro, e qualcuno dovrà pure restituirli. Ivan, che nella vita fa il bidello a chiamata, propone il rapimento in grande stile di Sebastiano, ragazzino disabile figlio di una ricca famiglia della zona. Come? Facile: basterà prendere possesso dello scuolabus. Naturalmente le cose vanno in modo diverso. Per una volta, il pulmino cambia percorso, e Ivan e Mattia si trovano loro malgrado al comando di una truppa scalcinata di ragazzini, che paradossalmente assaporano una sconosciuta sensazione di libertà. È così che inizia una fuga on the road sgangherata, grandiosa ed eroica lungo il fiume Po. Dove il fiume muore è un romanzo picaresco e d’avventura ambientato nell’Italia dei nostri giorni, un Paese disilluso e incattivito. Una lunga e lieve dissertazione sull’amicizia e sulla purezza.
18,00

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