GRILLO E’ ANTIPATICO, MA SFIDA LA SINISTRA
Giuseppe Civati ha presentato alla Feltrinelli un decalogo. Corruzione, fisco, ambiente: le battaglie per ripartire.
Il lungo titolo del libro – «10 cose buone per l’Italia che la Sinistra deve fare subito» (Laurana Editore) – sembra promettere una ricetta con cui guarire il Paese dai suoi molti mali. Ma il decalogo compilato da Giuseppe “Pippo” Civati, consigliere lombardo del Pd ed esponente di quella frangia di 30-40enni che inneggia al rinnovo del partito, non contiene novità. Semmai conferme su ciò di cui l’Italia ha urgentemente bisogno: e si sa da tempo. L’interrogativo riguarda il quando. Se n’è discusso ieri mattina, alla Feltrinelli in via Quattro Spade, in un affollato incontro con Civati per la presentazione del suo libro, e con Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera dei deputati. Presenti, tra il pubblico, molti rappresentanti della sinistra veronese. Il decalogo? Seguendo l’ordine dei capitoli: una politica mondata dalle sozzure, lotta alla corruzione, un fisco più efficace ed equo, tasse ragionevoli, giustizia sociale, maggior rappresentanza per donne e giovani, salvaguardia del territorio contro le speculazioni, attenzione all’ambiente, valorizzazione della cultura, innovazione. Civati e Donadi si danno manforte del commentare punto per punto, dando esempio perlomeno di una possibile unità d’intenti a sinistra.
Civati prosegue il suo ruolo critico: «La sinistra smetta di parlare di sofismi e tatticismi». È significativo, però, il fatto che dopo una divagazione sulle primarie per il candidato premier – «Una grande opportunità, ma solo se non saranno usate ancora una volta per piantare bandierine», dice Civati – si finisce a parlare del Movimento 5 Stelle. «Grillo è antipaticissimo», dice Civati, «ma è dal V-day del 2007 che dice cose vere. E questa non è antipolitica, l’abbiamo detto a Bersani. Per esempio, è vero che la raccolta differenziata è un tema importante, anche perché la fa meno della metà del Paese. C’è bisogno di un rapporto diretto con il Movimento 5 Stelle. Berlusconi lo sta studiando più di quanto non facciamo noi», rimprovera, ammettendo che se il movimento continua a crescere «noi saremo in difficoltà». Tra le tante cose, si parla poi di politica strutturata ancora sul maschile. Dice Donadi: «Serve un welfare diffuso che favorisca le donne. Per esempio, in Francia si possono detrarre fino a 10mila euro all’anno per le collaboratrici familiari, moltiplicando tra l’altro i posti di lavoro. Non solo le donne, ma anche i giovani rappresentano la ricchezza sprecata del nostro Paese». Ma alla fine dell’incontro, dal pubblico eterogeneo salgono quasi esclusivamente voci maschili e attempate per fare domande e osservazioni. Specchio della società.
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