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	<title>Bloggando Laurana</title>
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	<description>per raccontare la vita non occorre essere saggi</description>
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		<title>&#8230;su &#8220;Realtà Industriale&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 italiani che hanno conquistato il mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Simone Marcuzzi, 10 italiani che hanno conquistato il mondo di Carlo-Tomaso Parmegiani Al trentenne scrittore pordenonese Simone Marcuzzi avevano chiesto di scrivere una raccolta di racconti su dieci italiani straordinari, dieci &#8220;buoni esempi&#8221; italiani noti nel mondo. Dopo averci pensato un po&#8217; su, durante un lento viaggio da Pordenone a Cividale sull&#8217;onda dei ricordi d&#8217;infanzia,&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=3149">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Simone Marcuzzi, <em>10 italiani che hanno conquistato il mondo</em></p>
<p style="text-align: center;">di Carlo-Tomaso Parmegiani</p>
<p style="text-align: justify;">Al trentenne scrittore pordenonese Simone Marcuzzi avevano chiesto di scrivere una raccolta di racconti su dieci italiani straordinari, dieci &#8220;buoni esempi&#8221; italiani noti nel mondo. Dopo averci pensato un po&#8217; su, durante un lento viaggio da Pordenone a Cividale sull&#8217;onda dei ricordi d&#8217;infanzia, ha deciso di accettare e lo ha fatto con indubbia originalità. Ne è nato questo simpatico volume nel quale Marcuzzi per smentire gli stereotipi degli italiani &#8220;pizza, baffi e mandolino&#8221;, ha scelto dieci personaggi italiani antichi e recenti. Alcuni più scontati come Dante Alighieri, Leonardo da Vinci o Enzo Ferrari, altri decisamente più inattesi come Moana Pozzi o Pinocchio. Piacevole, divertente, ben scritto, un libro per scoprire alcuni aspetti della grandezza italiana.</p>
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		<title>&#8230;su &#8220;Giudizio Universale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[La felicita terrena]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercando La felicità terrena &#8220;Quasi un altro libro&#8221; secondo Giulio Mozzi quello che viene ripubblicato oggi dai tipi di Laurana con due racconti in più e uno in meno rispetto alla prima edizione (Einaudi 1996). L&#8217;ispirazione di fondo però resta la stessa, quel senso di mancanza che muove i personaggi alla ricerca di un traguardo, che si tratti di Dio o dell&#8217;Apocalisse di Stefano&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=3146">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><em>Cercando La felicità terrena</em></div>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quasi un altro libro&#8221; secondo <strong>Giulio Mozzi </strong>quello  che viene ripubblicato oggi dai tipi di Laurana con due racconti in più e  uno in meno rispetto alla prima edizione (Einaudi 1996). L&#8217;ispirazione  di fondo però resta la stessa, quel senso di mancanza che muove i  personaggi alla ricerca di un traguardo, che si tratti di Dio o  dell&#8217;Apocalisse</p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Stefano Nicosia</strong></p>
<div>
<hr size="1" /></div>
<p style="text-align: justify;">Ricompare in libreria <em>La felicità terrena </em>di  Giulio Mozzi, anzi no. La raccolta di racconti uscita per Einaudi nel  1996 viene ripubblicata adesso con due racconti in più – <em>Verde e oro </em>e <em>Gilda T.</em> – e con uno in meno, <em>Migrazione</em>, e con uno scritto di Carlo Dalcielo: insomma <strong>per lo stesso Mozzi è &#8220;quasi un altro libro&#8221;.</p>
<p>Si ricostituisce così, nella collana ‘Rimmel’ di Laurana, la coppia con<em> Il male naturale </em>(Mondadori 1998; Laurana 2011) e quel &#8220;grumo narrativo&#8221; che si era modellato intorno a due idee fondanti:</strong> <strong>la ricerca di una felicità possibile – intesa anche come riappacificazione con se stessi – e la visione di un male senza colpa</strong> <strong>che sta nei corpi</strong>.  Le due raccolte si accostano l&#8217;una all&#8217;altra come due facce di uno  stesso specchio, che nascono insieme ma guardano in modo differente e,  appunto, speculare. Certe ricorrenze formano una rete di echi tra i due  libri, come l’istituto per ragazzini di <em>Una vita felice</em> e di <em>Super nivem</em>,  racconti legati tra loro perfino dalla ricorrenza di certe espressioni  («All’Istituto degli abbandonati si mangiava molto e molto bene»).<br />
<span id="more-3146"></span> Nei racconti che compongono <em>La felicità terrena </em>c’è  il continuo dialogo con ciò che non è più, con i fantasmi della vita  dei personaggi, soprattutto quando la narrazione è in prima persona. La  mano tesa verso l’altro, nel tentativo di risolvere se stessi, passa  attraverso le lettere e il ricordo; quasi un esercizio di ginnastica,  per rendersi più elastico, per attutire i colpi. <strong>Non è un caso che il telefono abbia un ruolo centrale in Mozzi, soprattutto nel <em>Male naturale</em>, ma del resto anche in <em>Sono l’ultimo a scendere</em> (Mondadori 2009), seppur in maniera diversa.</strong> Attraverso l’apparecchio giungono notizie da altri corpi, le voci si  incontrano o si eludono a vicenda, attraverso lo squillare nel vuoto si  separano le vite.</p>
<p>La felicità non è, in questo libro, un premio cui si arriva, una sedia  su cui sedersi e rinfrancarsi, e nemmeno il processo opposto  all’autodistruzione, la contemplazione del male intimo di ognuno di noi.  Mozzi è un osservatore troppo attento per non sapere che non vi è  appagamento possibile, che Gilda T. nel suo letto di donna non più  giovane e nubile non può trovare requie o che Paperoga deve affidarsi ad  un continuo moto inquieto. <strong>Queste storie dicono sempre della  necessità dell’essere umano di entrare in contatto con il prossimo,  anche per poco, anche sfiorandolo o osservandolo. È tuttavia un contatto  che sottende mancanza.</strong> Ogni racconto contiene o si fonda su un’assenza, nell’aspettativa di un completamento o nella perdita di una relazione.</p>
<p>A Giulio Mozzi bisogna essere grati delle crude rappresentazioni, che  non vellicano il voyeurismo del lettore né tantomeno ne ingozzano il  sentimentalismo. Volevamo scrivere &#8220;rappresentazione della vita&#8221;, come  se la letteratura servisse a questo. Ma i suoi racconti sono  letteratura, e se si fosse tentati di chiedere loro quanto sono veri,  quanto sono autobiografici, perché la letteratura con la vita  dell’autore ci gioca, e viceversa, allora si sarebbe arrivati ad un  punto morto, inutile. <strong>La sua scrittura chirurgica, le cui brevi  frasi sono incisioni dei tessuti, non risparmia tutta la corporeità di  cui siamo fatti: il sangue, gli organi, il sesso, la malattia, la  follia, il dolore.</strong> Ma rispetto al <em>Male naturale</em>, lo  scrittore allenta la tensione, smussa certe immagini senz’altro  violente, ma di una &#8220;violenza&#8221; necessaria, che sta nelle cose.</p>
<p><strong>C’è perfino – sperando non sia una considerazione abusiva – una  sorta di movimento continuo verso dio (maiuscolo? minuscolo?), perfino  alcuni brani dallo stile salmodiante, ad esempio in <em>Una vita felice,</em> che apre il volume</strong>. Forse non è un caso che <em>Paperoga di notte</em>,  che invece il volume lo chiude (prima delle due appendici), si concluda  con una profezia sul giudizio universale, anticipatrice di un  terremoto. Non c’è, in questi racconti di fallimenti, di solitudini, di  dialoghi a distanza con i morti, un pudore bugiardo, ma piuttosto del  candore, a macchie, che tenta di risarcire della vertigine di turbamento  che altrove, nel libro, affiora con forza.</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.giudiziouniversale.it/articolo/libri/cercando-la-felicit%C3%A0-terrena</p>
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		<title>&#8230;su &#8220;TuonoNews&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[piccolo testamento]]></category>

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		<description><![CDATA[La linea d’ombra di Gabriele Dadati: “Piccolo testamento” di Romano Augusto Fiocchi “Nel caso di Vittorio cultura e intelligenza erano grandissime, come erano grandi la certezza di giudizio e la dedizione, ma quello che più di tutto lo caratterizzava nell’immagine che ne conservo era l’umiltà”. Così Gabriele Dadati descrive l’amico Vittorio nel suo Piccolo testamento.&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=3143">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>La linea d’ombra di Gabriele Dadati: “Piccolo testamento”</em></p>
<p style="text-align: center;">di Romano Augusto Fiocchi</p>
<p style="text-align: justify;">“Nel caso di Vittorio cultura e intelligenza erano grandissime, come erano grandi la certezza di giudizio e la dedizione, ma quello che più di tutto lo caratterizzava nell’immagine che ne conservo era l’umiltà”. Così Gabriele Dadati descrive l’amico Vittorio nel suo <em>Piccolo testamento</em>. “Vittorio” è nome di fantasia. Di fantasia è pure il nome della rivista (<em>Cronologie</em>) che Vittorio e il protagonista del libro fondano e dirigono insieme. Di fantasia i titoli dei libri scritti dal protagonista. Anche di quest’ultimo, voce narrante in prima persona, non viene mai pronunciato il nome ma la suggestione autobiografica è ineludibile. Specie per chi, come me, conosce personalmente Dadati, ha conosciuto personalmente “Vittorio” e sa della sua prematura scomparsa per malattia, conosce la rivista che Dadati e “Vittorio” diressero insieme, conosce i libri pubblicati da Dadati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3143"></span>Ma qui, nel rispetto della scelta di Gabriele, non aggiungerò nessun ulteriore indizio. Chi sa, sa. Per il resto, il lettore deve leggere <em>Piccolo testamento</em> per quello che è. Ed è un libro curioso, decisamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta questa premessa per dire che il mio non potrà essere un giudizio critico obiettivo ma un giudizio di parte. Dopo numerosi rimandi (il volume è uscito nel settembre scorso), ho letto <em>Piccolo testamento</em> in un paio di puntate di lavoro tra Torino e Genova. Tre giorni dopo, sul treno di ritorno, l’avevo già finito. Divorato nelle poche ore disponibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Dadati – ma questo già lo sapevo – scrive benissimo, sa come prendere il lettore e trascinarlo con sé anche senza il trucco di una trama avvincente. E <em>Piccolo testamento</em> è così: non ha trama. Non è neppure un romanzo, per quanto il sottotitolo in copertina lo definisca tale: 116 pagine con il carattere tipografico utilizzato si possono più che altro considerare un racconto lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa parla. <em>Piccolo testamento</em>, dice bene lo stesso Dadati, è la rielaborazione di un lutto. È in sostanza l’analisi di ciò che Vittorio ha lasciato al protagonista dopo la sua “uscita di scena”, ossia un’eredità intellettuale e umana di straordinario valore. Vittorio è – ed era nella realtà &#8211; un critico letterario, persona di vastissima cultura, esperto di storia dell’arte e lettore onnivoro dotato di memoria prodigiosa. Personaggio scomodo per l’estrema onestà intellettuale, faceva di tutto per evitare di mettersi in mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">La voce narrante è quella di un scrittore trentenne che in pochi anni ha saputo allacciare con Vittorio, molto più anziano di lui, un rapporto di amicizia dal sapore allievo-maestro, o se vogliamo padre-figlio. Ma soprattutto un rapporto tra due intellettuali di generazioni diverse. Tutto il libro è narrato attraverso una sorta di diario notturno in cui il protagonista, insonne, rivive i ricordi legati a Vittorio e alle prime esperienze di scrittore, che sono per lui – in fondo – una cosa sola. Dadati, con il suo linguaggio tagliente e provocatorio, passa dal vuoto disperato lasciato dalla morte dell’amico alle proprie abitudini maniacali (a volte tese a costruire l’immagine autoreferenziale di “scrittore maledetto” di “enfant prodige” letterario), alle sue storie d’amore, di editoria, di sesso, tutte probabilmente un po’ vere e un po’ inventate. È una prosa di una sincerità esasperata, di un realismo che sfiora il cinismo. Forse per questo ne esce un libro scritto con l’angoscia nel cuore. L’angoscia e lo smarrimento di fronte a un evento quasi incomprensibile, una prova durissima che in qualche modo bisogna superare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Piccolo testamento</em>, per dirla alla Conrad, è la linea d’ombra di Dadati, il confine che divide la sua vita di giovane scrittore – cresciuto accanto a una figura intellettualmente rassicurante come quella di “Vittorio” – dal salto nel buio della maturità. In quale luogo letterario atterrerà dopo questo salto lo scrittore piacentino, ce lo diranno i suoi prossimi libri.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ultima cosa, questa molto personale. Ringrazio Gabriele per avermi fatto incontrare il “fantasma” di Vittorio, per aver evocato quei suoi gesti e quegli aspetti del suo carattere che in parte conoscevo e che ho rivisto con nostalgia. Già, la letteratura può servire anche a questo.</p>
<p>http://www.tuononews.it/tn/article/7DC050682606&amp;Ref=EL</p>
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		<title>19 maggio &#8211; PIACENZA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Gabriele Dadati presenta il suo Piccolo testamento ospite della personale di Guido Morelli &#8220;Ultime pitture&#8221;. L’evento è previsto per sabato 19 maggio, ore 18 presso la Galleria RossoTiziano, via Taverna 41, Piacenza. Non mancate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="../../gabriele_dadati.php">Gabriele Dadati</a> presenta il suo <a href="../../libro_8.php"><em>Piccolo testamento</em></a> ospite della personale di <a href="http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=120685">Guido Morelli &#8220;Ultime pitture&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align: center;">L’evento è previsto per sabato 19 maggio, ore 18</p>
<p style="text-align: center;">presso la <a href="http://www.rossotiziano.com/">Galleria RossoTiziano</a>, via Taverna 41, Piacenza.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Non mancate!</em></p>
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		<title>26 maggio &#8211; CASOLE (Siena)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:35:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gabriele Dadati presenta il suo Piccolo testamento a Casole d&#8217;Elsa (Siena). Preso i dettagli. Intanto segnatevi la data! Non mancate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="../../gabriele_dadati.php">Gabriele Dadati</a> presenta il suo <a href="../../libro_8.php"><em>Piccolo testamento</em></a> a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casole_d%27Elsa">Casole d&#8217;Elsa (Siena)</a>.</p>
<p style="text-align: center;">Preso i dettagli. Intanto segnatevi la data!</p>
<p style="text-align: center;"><em>Non mancate!</em></p>
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		<title>29 maggio &#8211; VERONA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Non perdete l’incontro con Giulio Mozzi che il 29 maggio, ore 18, presenterà la nuova edizione della sua raccolta di racconti La felicità terrena presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica. Dialoga con lui Cinzia Zungolo. Verona, presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica, in via Quattro Spade 4, ore 18. Non mancate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Non perdete l’incontro con <a href="../../giulio_mozzi.php">Giulio Mozzi</a> che il 29 maggio, ore 18, presenterà la nuova edizione della sua raccolta di racconti <em><a href="../../libro_11.php">La felicità terrena</a></em> presso la libreria <a href="http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/puntivendita/negozi/trova/veneto/la-Feltrinelli-Librerie-Verona.html">Feltrinelli Libri e Musica</a>.</p>
<p style="text-align: center;">Dialoga con lui <a href="http://www.ibs.it/libri/zungolo+cinzia/libri+di+cinzia+zungolo.html">Cinzia Zungolo</a>.</p>
<p style="text-align: center;">Verona, presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica, in <a href="http://it.mappy.com/#d=verona+via+quattro+spade+4&amp;p=map">via Quattro Spade 4</a>, ore 18.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Non mancate!</em></p>
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		<title>30 maggio &#8211; PADOVA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:32:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non perdete l’incontro con Giulio Mozzi nella sua città, Padova, mercoledì 30 maggio, ore 18. Verrà presentata la nuova edizione della sua raccolta di racconti La felicità terrena, presso la libreria Feltrinelli di via San Francesco 7. Non mancate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Non perdete l’incontro con <a href="../../giulio_mozzi.php">Giulio Mozzi</a> nella sua città, Padova, mercoledì 30 maggio, ore 18. Verrà presentata la nuova edizione della sua raccolta di racconti <em><a href="../../libro_11.php">La felicità terrena</a></em>, presso la libreria <a href="http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/puntivendita/negozi/trova/veneto/la-Feltrinelli-Librerie-Padova.html">Feltrinelli di via San Francesco 7</a>.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em>Non mancate!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>4 giugno &#8211; VERONA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Non perdete l’incontro con Simone Marcuzzi che il 4 giugno, ore 18, presenterà i suoi 10 italiani che hanno conquistato il mondo presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica. Dialoga con lui Silvana Rigobon. Verona, presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica, in via Quattro Spade 4, ore 18. Non mancate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Non perdete l’incontro con <a href="http://www.laurana.it/simone_marcuzzi.php">Simone Marcuzzi</a> che il 4 giugno, ore 18, presenterà i suoi <a href="http://www.laurana.it/libro_10_4.php"><em>10 italiani che hanno conquistato il mondo</em></a> presso la libreria <a href="http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/puntivendita/negozi/trova/veneto/la-Feltrinelli-Librerie-Verona.html">Feltrinelli Libri e Musica</a>.</p>
<p style="text-align: center;">Dialoga con lui <a href="http://it.linkedin.com/pub/silvana-rigobon/2b/837/a0a">Silvana Rigobon</a>.</p>
<p style="text-align: center;">Verona, presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica, in <a href="http://it.mappy.com/#d=verona+via+quattro+spade+4&amp;p=map">via Quattro Spade 4</a>, ore 18.</p>
<p><em>Non mancate!</em></p>
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		<title>8 giugno &#8211; CASTEL S. GIOVANNI (Pc)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 12:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gabriele Dadati presenta il suo Piccolo testamento nella splendida cornice di Villa Braghieri, Piazza XX Settembre 2, Castel S. Giovanni (Piacenza). L&#8217;appuntamento è per venerdì 8 giugno, ore 18. Non mancate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laurana.it/gabriele_dadati.php">Gabriele Dadati</a> presenta il suo <a href="http://www.laurana.it/libro_8.php"><em>Piccolo testamento</em></a> nella splendida cornice di <a href="http://www.comune.castelsangiovanni.pc.it/pagina.asp?IDpag=146&amp;idbox=35&amp;idvocebox=188">Villa Braghieri</a>, Piazza XX Settembre 2, Castel S. Giovanni (Piacenza).</p>
<p style="text-align: center;">L&#8217;appuntamento è per venerdì 8 giugno, ore 18.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em>Non mancate!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;su &#8220;Il Mattino di Padova&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 15:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[La felicita terrena]]></category>

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		<description><![CDATA[Giulio Mozzi la felicità di fare un’autofiction Diventa un classico il secondo libro dello scrittore padovano. Arricchito da tre scritti in più di Nicolò Menniti-Ippolito In Vibrisse, il bollettino di letture e scritture che da anni cura in rete, Giulio Mozzi ha recentemente pubblicato un eptalogo per dimostrare che lui non è uno scrittore. Può&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=3124">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: TimesNewRomanBold;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Giulio Mozzi la felicità di fare un’autofiction </strong></span></span></span></h1>
<p style="text-align: center;">Diventa un classico il secondo libro dello scrittore padovano. Arricchito da tre scritti in più</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #231f20;"><span style="font-family: TimesNewRomanBold;"><span style="font-size: x-small;"><strong>di Nicolò Menniti-Ippolito</strong></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">In Vibrisse, il bollettino di letture e scritture che da anni cura in rete, Giulio Mozzi ha recentemente pubblicato un eptalogo per dimostrare che lui non è uno scrittore. Può sembrare paradossale, e in parte lo è, visto che ha scritto quasi una ventina di libri, e metà, più o meno, sono di narrativa ed altri riguardano comunque il mestiere di scrivere. Senza dimenticare, poi, che è stato uno dei primi a tenere i corsi di scrittura creativa, uno dei primi a scrivere in pubblico utilizzando la rete, insomma è uno che da vent’anni scrive di professione. Eppure nella sua affermazione qualcosa di vero c’è. Giulio Mozzi ha scritto solo quando ha voluto scrivere o forse quando ha potuto scrivere e per questo le sue opere narrative hanno un andamento temporale abbastanza strano: cinque raccolte di racconti in 8 anni, poi un lunghissimo silenzio, interrotto solo da una bella raccolta di brevi testi («Sono l’ultimo a scendere e altre storie credibili»), scritti peraltro, in origine, senza alcuna idea di pubblicazione.</p>
<p><span id="more-3124"></span>Per questo assume un significato particolare, e molti se ne sono accorti, la pubblicazione di due libri del passato di Giulio Mozzi. L’anno scorso l’editore Laurana ha rimandato in libreria <em>Il male naturale</em>, forse il libro più contestato e criticato di Mozzi, originariamente uscito nel 1998. Quest’anno lo stesso editore ripubblica <em>La felicità terrena</em>, che nel 1996 valse allo scrittore padovano la finale del Premio Strega. La prima cosa che viene da dire, rileggendo questi racconti, è che si è di fronte ad un piccolo classico, ad un libro destinato a durare anche oltre i 16 anni dalla prima pubblicazione. Ci sono almeno quattro racconti che per ritmo, intensità, pulizia vanno annoverati tra il meglio della narrativa italiana di questi anni. Se si dovesse catalogare il modo di raccontare di Mozzi in questo libro, come anche nel primo, <em>Questo è il giardino</em>, si dovrebbe ricorrere alla categoria del minimalismo, che in quegli anni era anche di moda. Ma a ben vedere lo stile di Mozzi, per quanto spesso minuzioso ed attento ai minimi spostamenti, ha qualcosa che lo distingue dal minimalismo ed è la presenza in scena dello scrittore, che in alcuni casi è dichiarata ed in altri sottintesa. Come dire che Giulio Mozzi faceva della autofiction molto prima che diventasse una tendenza letteraria. Ma in realtà non è neppure così, perché l’esigenza di mettere in scena un personaggio di nome Giulio, o un io narrante anonimo ma che ha le caratteristiche di un Giulio, nasce in <em>La felicità terrena</em> dalla voglia di raccontare i personaggi senza sovrapporsi ad essi, ma instaurando un dialogo. Perché le loro vite, quelle dei personaggi ma probabilmente anche delle persone che stanno dietro ai personaggi, non contano di per sé, ma contano per il rapporto che instaurano col narratore, influenzando la sua vita. È come se le storie fossero qualcosa più che storie, perché entrano con forza dirompente nell’esistenza di chi scrive e quindi di chi legge. Sono racconti di dolore, spesso, ma il titolo non è traditore, perché è nella acce. ttazione del dolore, si dice in questo libro, che è racchiusa la felicità terrena.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto alla edizione Einaudi di 16 anni fa, questa volta <em>la felicità terrena</em> si presenta in minuscolo, ma non è l’unico cambiamento. È scomparso un racconto, “Migrazioni”, scritto a quattro mani con Marco Franzoso. Ma non potendo ripubblicarlo Giulio Mozzi ha deciso di completare la raccolta aggiungendo oltre ad una sua nota altri tre racconti, più o meno coevi. Uno “Verde e oro” era stato solo pubblicato sul “Manifesto”. Un altro, “Gilda T.” è invece inedito. Un terzo, pubblicato con l’eteronimo Carlo Dalcielo, già usato da Mozzi in un paio di libri, è una sorta di commento all’intero libro, e come tale è posto a chiusura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro, per certi versi, appare così più compatto, con un solo racconto, “Paperoga di notte” che volutamente stacca dalle atmosfere dominanti. Ma rileggendo <em>la felicità terrena</em> viene in mente anche Massimo Troisi. Quando giustificava il titolo <em>Ricomincio da tre</em> dicendo che, siccome il secondo film è il più difficile, era passato direttamente al terzo. Per Mozzi, invece, questo secondo libro rimane per molti versi insuperato.</p>
<p style="text-align: justify;">http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2012/04/26/news/giulio-mozzi-la-felicita-di-fare-un-autofiction-1.4424959</p>
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