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	<title>Bloggando Laurana</title>
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	<description>per raccontare la vita non occorre essere saggi</description>
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		<title>&#8230;su &#8220;Maremma Magazine&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 14:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 stronzeamiche]]></category>

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		<description><![CDATA[DONNE DI MAREMMA Irene Vella: lottare, lottare, non arrendersi e accontentarsi mai&#8230; La forza di volontà di una donna che ha saputo sfidare le difficoltà con grinta, che si è affermata nel lavoro ed ha costruito una famiglia che ama. Le mete raggiunte da una &#8220;leonessa&#8221; maremmana Irene Vella, nativa di Massa Marittima, che affronta&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=5129">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: left;"><span style="font-style: normal;">DONNE DI MAREMMA</span></h5>
<p><span style="font-style: normal;">Irene Vella: lottare, lottare, non arrendersi e accontentarsi mai&#8230;</span></p>
<h4 style="text-align: justify;">La forza di volontà di una donna che ha saputo sfidare le difficoltà con grinta, che si è affermata nel lavoro ed ha costruito una famiglia che ama. Le mete raggiunte da una &#8220;leonessa&#8221; maremmana Irene Vella, nativa di Massa Marittima, che affronta la vita con spirito e&#8230; in maniera spiritosa</h4>
<p style="text-align: center;">di Dianora Tinti</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Irene Vella nasce a Massa Marittima, vive la sua adolescenza e fanciullezza con la famiglia a Follonica, studia a Pisa ed attualmente, dopo aver abitato per un lungo periodo di tempo a Cesenatico, risiede a Dolo, vicino a Venezia, con i due figli e l&#8217;adorato marito, Luigi, allenatore del Venezia calcio a cinque. L&#8217;ho conosciuta veramente per caso, tramite un&#8217;amica comune, e subito mi ha incuriosito questa esuberante leonessa dalla folta chioma bionda e dalla lingua schietta e ironica, tipica di noi maremmani che, qualche anno fa, è salita agli onori della cronaca nazionale per uno straordinario atto d&#8217;amore: ha infatti donato al proprio marito Luigi, malato di insufficienza renale cronica,  un rene per sottrarlo alla dialisi e ricondurlo alla normalità della vita. Ma non contenta, subito dopo, è riuscita anche nel primato italiano di essere la prima donna a partorire dopo un espianto di organi! Oltre a moglie innamorata e madre presenta, Irene nel frattempo è riuscita anche, con sudore e duro lavoro, ad affermarsi a livello italiano come giornalista (scrive su diversi noti settimanali &#8211; Eva 3000, Vero etc &#8211; e recentemente ha affiancato in alcuni servizi Cristina Parodi in Cristina Parodi live su La7) e scrittrice, tanto che il suo ultimo romanzo &#8220;Credevo fosse un&#8217;amica e invece era una stronza&#8221; sta sbancando in tutte le librerie e che, fra l&#8217;altro, ho recentemente avuto il piacere di presentare qui a Grosseto, presso la Libreria Mondadori. Insomma come avrete capito, ce n&#8217;è per tutti i gusti&#8230;<span id="more-5129"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Irene, hai donato un rene a tuo marito Luigi nel 2003, hai due figli bellissimi e lasciato il lavoro fisso per seguire il sogno di diventare giornalista&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho conosciuto Luigi quando entrambi eravamo studenti a Pisa. Dopo un anno di convivenza sono rimasta incinta di mia figlia Donatella e ci siamo sposati. La nostra bambina aveva solo due mesi quando è iniziato il suo dramma. Francamente mi è crollato il mondo addosso! L&#8217;unica possibilità era un trapianto tra viventi. Luigi non voleva, ma io non ho esitato un attimo, una scelta dettata dal cuore. Non ho rimpianti, se tornassi indietro lo rifarei di nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come hai reagito quando ti sei accorta di aspettare un bambino?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pensa che sono rimasta incinta solo tre mesi dopo l&#8217;intervento&#8230; Come l&#8217;ho presa? Una grandissima felicità, una nuova vita dopo la paura, il dramma&#8230; E così sono stata la prima donna in Italia ad aver partorito dopo un espianto e ne vado fiera, perché Gabriele è stato fortemente voluto e cercato. Ma tutti i dolori e il calvario legato a quel periodo mi hanno portato ad intraprendere un&#8217;altra battaglia: quelle contro le lacune della legge che regolava i trapianti tra persone viventi, la n. 458 del 1967, che non possedendo un regolamento di esecuzione, non consentiva ai donatori di ottenere permessi lavorativi retribuiti. Questa è stata un&#8217;altra mia vittoria, perché oggi la materia è stata finalmente disciplinata, alleluia!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;I sogni non sono soltanto sogni&#8221; scrivo nel mio ultimo romanzo. Tu cosa ne pensi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Penso che i sogni vadano inseguiti e mai né temuti, né snobbati. E poi crederci, crederci, crederci! Difendere con le unghie e con i denti ciò che è nostro, i nostri ideali, la nostra dignità, la nostra vita. Niente concessioni, e lo dice una che è nata bonacciona ed anche un tantino ingenua. La vita non fa sconti, non offre scorciatoie, ci insegna subito che è meglio rimboccarsi le maniche. Ecco perché ho lasciato il mio posto fisso in una società telefonica a Pisa e iniziato ad inseguire il mio sogno, fare la giornalista. E devo dire che subito sono iniziate ad arrivare le collaborazioni con i giornali: prima con La voce di Romagna, poi con Eva Tremila, Vero e gli altri settimanali. Fortunatamente il carattere mi ha aiutato a non abbattermi mai, a cercare sempre una soluzione. Sia i oche mio marito abbiamo affrontato i nostri problemi sempre con il sorriso. E i sogni si stanno avverando&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono curiosa&#8230; di che segno sei?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gemelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche tu? </strong> <strong>Sai, stai parlando con una Gemelli ascendente Scorpione&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ah, siamo messi bene! Comunque se dovessi risponderti a mio modo (molto, ma molto, maremmano!) ti direi gemelli ascendente cagacazzi <img src='http://www.laurana.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Adoro il mio segno molto celebrale e mercuriale, come facciamo voli pindarici noi&#8230; nessuno mai! E il bello è che ce la raccontiamo da soli e ci diamo anche ragione! Siamo degli eterni Peter Pan e, forse, non cresceremo mai, questa è la nsotra fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con il libro &#8220;Io se metto al mondo un figlio, lo faccio alle 5.42&#8243; hai vinto il Premio Giornalistico Claudia Fioroni&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Ride! ndr) </em>Lo sai che sia Donatella sia Gabriele sono nati alle 5.42? Allora mi è venuto in mente di scriverci un libro&#8230; io sono fatta così&#8230; le cose mi vengono di getto!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo so, ormai ho imparato a conoscerti&#8230; E di Sex and the Cake, l&#8217;ironico manuale di seduzione scritto a quattro mani con la Cake designer Claudia Debb e uscito nel 2011 cosa mi dici? Credi che gli uomini si possano conquistare prendendoli per la gola?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In realtà non c&#8217;è nulla di nuovo, già tutto visto e messo in pratica da mamme, nonne e bisnonne. Diciamo che io e Claudia lo abbiamo reintegrato e sottolineato con molta ironia. È vero che le due protagoniste utilizzano i dolci come vera e propria arma di acchiappo, ma l&#8217;ironia e la sensualità rimangono di fatto gli ingredienti fondamentali in un rapporto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È stato così anche con tuo marito Luigi? Lo hai preso per la gola?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Guarda Dia, la nostra prima cena è stata veramente un disastro (<em>Ride ancora, questa volta veramente di gusto, ndr</em>), comica direi&#8230; ma, per fortuna, come dessert ho funzionato bene, e modestamente funziono tutt&#8217;ora (<em>continua a ridere, ndr</em>), alla grande direi&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per Isabelle Allende che, anni addietro, si è cimentata in un libro di quasi ricette erotiche dal titolo premonitore &#8220;Afrodita&#8221;, il cibo ha un linguaggio altamente afrodisiaco ed infatti commentare, condividere un piatto o un sapore con l&#8217;amato è uno stimolo per tutti i sensi&#8230; Tu cosa ne pensi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(<em>Smette di ridere, si ricompone e continua, un po&#8217; più seria, ndr</em>). Conosco il libro, dove c&#8217;è tutta la fantasia e il garbo di questa straordinaria autrice e sono d&#8217;accordo con lei che sia preparare un impasto con le proprie mani, sia commentare con l&#8217;amate un piatto o un sapore sia uno stimolo per tutti i sensi: un atto erotico e sensuale che da atto d&#8217;amore può diventare maliziosa trasgressione&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ultimo nato (metaforicamente, ovviamente!) &#8220;Credevo fosse un&#8217;amica e invece era una stronza &#8211; 10 modi per sopravvivere alle stronzamiche&#8221; che può essere considerato un vero e proprio manuale di sopravvivenza alle amiche non amiche sta ottenendo un successo strepitoso. Qual è stata la ricetta vincente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Credo si tratti della combinazione vincente del titolo, accattivante, innovativo in questa parola composta &#8211; stronzamiche &#8211; del contenuto, ciò che tratta, e del modo ironico con il quale l&#8217;argomento viene affrontato. Chi di noi almeno una volta non ha (purtroppo) incontrato una stronzamica vera?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È capitato anche a te?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, molte, soprattutto sul lavoro! Una in particolare mi ha delusa e ferita profondamente e ti garantisco che non è semplice accettare la realtà delle cose, quando ci siamo date anima e corpo ad una persona che amava soltanto se stessa e la propria carriera&#8230; Bah&#8230; Comunque ormai è andata, bisogna guardare avanti e imparare la lezione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo libro è uscito in libreria in concomitanza con un evento tragico di cronaca: il suicidio di una studentessa, spinto (sembra) da amicizie sbagliate. Insomma pare che ancora una volta il bullismo, questa volta con sembianze femminili, abbia fatto un&#8217;altra vittima&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, c&#8217;è stata questa coincidenza che mi ha dato la possibilità di parlare anche di questo crudele aspetto. Vedi Dianora, noi donne mettiamo una punta di &#8220;stile&#8221; anche nelle persecuzioni. Mi spiego meglio. È vero che anche gli uomini aggrediscono il compagno con le calunnie, minacce e varie prese in giro ma, alla fine, l&#8217;aspetto più propriamente &#8220;fisico&#8221; viene sempre fuori, dicasi calci e percosse, mentre noi pratichiamo un bullismo molto più fine, tagliente e sottile che comunque riesce ad arrivare là dove la mera violenza non arriva, a raggiungere obiettivi che per le ragazze sono più importanti, rispetto a quanto lo sarebbero per un &#8220;lui&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu hai mai avuto esperienze del genere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io ho avuto a che fare con delle piccole stronzamiche alle scuole elementari e alle medie, alle superiori ho scoperto che le bulle più temibili della scuola erano in realtà delle buone, nascoste sotto finti strati di stronzaggine: Franca e Paola che sono ancora oggi le mie più care amiche. Mia figlia invece, Donatella, si è imbattuta in veri atti di bullismo, sia femminile che maschile, ne è uscita fuori alla grande, ma non è stato facile cercare di aiutarla senza poter intervenire come in realtà il mio carattere un po&#8217; invadente avrebbe voluto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ormai sono diversi anni che vivi lontano da Follonica. Cosa ti manca di più della tua terra?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di Follonica mi manca tutto, il mare, la spiaggia, la pineta, gli odori, i sapori, i ritmi della vita di paese dove tutti si conoscono (che alla fine può essere un bene o un male, dipende dai momenti), mi mancano tanto i miei meravigliosi genitori che vivono lì senza la loro amata figlia unica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">
<p><strong>Torneresti a vivere in Maremma? Perché?</strong></p>
<p>Sono scappata da Follonica dopo il tragico evento della morte di mio cugino Gabriele Mazzetti che aveva solo 23 anni e giocava nella nazionale di Hockey su pattini a rotelle. Il dolore mi ha fatto sfuggire qualsiasi angolo e persona del paese perché mi ricordavano lui.  Ce l’avevo con il mondo che non era riuscita a salvarlo, con l’ipocrisia di falsi suoi amici che invece di aiutarlo lo avevano trascinato in un brutto giro. Ma soprattutto ce l’avevo con me, per non essere riuscita a salvarlo. Ora, dopo 22 anni dalla sua morte, i ricordi si sono purificati, ho fatto pace con me stessa e con il mio paese d’origine e così spesso mi ritrovo a desiderare, a sognare, di poter tornare a vivere in Maremma. Mi piacerebbe sentire i miei figli parlare in toscano, perché sono orgogliosa di appartenere a questa meravigliosa terra che è la Maremma e vorrei che un giorno potessero esserne orgogliosi anche loro.</p>
</div>
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		<title>&#8230;su &#8220;Touring&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 12:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[il coyote libero le stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Il coyote liberò le stelle, di Daniela Brancati L&#8217;educazione politico-sentimentale di una giovane idealista nella politica di oggi, fra colpi bassi, promesse disattese, veti incrociati e alleati inattesi. Daniela Brancati (già direttore del Tg3) racconta con ritmo quasi da thriller i retroscena del &#8220;grande partito della Sinistra Unita&#8221;, dipingendo ritratti riconoscibilissimi. Il titolo riprende un&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=5127">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Il coyote liberò le stelle, di Daniela Brancati</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;educazione politico-sentimentale di una giovane idealista nella politica di oggi, fra colpi bassi, promesse disattese, veti incrociati e alleati inattesi. Daniela Brancati (già direttore del Tg3) racconta con ritmo quasi da thriller i retroscena del &#8220;grande partito della Sinistra Unita&#8221;, dipingendo ritratti riconoscibilissimi. Il titolo riprende un mito sioux cui Lucio Dalla dedicò una splendida canzone • Laurana • pag. 408 • 17,50 €</p>
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		<title>&#8230;su &#8220;Glamourdaymoda&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 12:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 stronzeamiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Irene Vella, l&#8217;autrice di “Credevo fosse un’amica invece era una stronza” di Valeria Alchirafi Qualche giorno fa vi ho parlato di un libro &#8216;Credevo fosse un&#8217;amica invece era una stronza&#8217;, di Irene Vella, in realtà è più di un libro, più di un romanzo, è un piccolo manuale che tratta un argomento scottante, quello delle&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=5120">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Intervista a Irene Vella, l&#8217;autrice di “Credevo fosse un’amica invece era una stronza”</h2>
<p style="text-align: center;">di Valeria Alchirafi</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa vi ho parlato di un libro<strong> &#8216;Credevo fosse un&#8217;amica invece era una stronza&#8217;</strong>, di <strong>Irene Vella, </strong>in realtà è più di un libro, più di un romanzo, è un piccolo manuale che tratta un argomento scottante, quello delle false amicizie.<br />
(Se non l&#8217;avete fatto, <a href="http://www.glamourdaymoda.com/2013/04/credevo-fosse-unamica-e-invece-era-una-stronza-il-libro-di-irene-vella.html"><strong>potete leggere la mia recensione <span style="text-decoration: underline;">cliccando qui</span>) </strong></a><br />
L&#8217;autrice con ironia e verità, ci porta alla conoscenza di quelle che lei stessa definisce <strong>&#8216;stonzamiche&#8217;</strong>, ovvero quelle che si fingono amiche ma in realtà non lo sono per niente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho avuto ilo piacere e l&#8217;onore di intervistare Irene Vella,</strong> che ha risposto con vero entusiasmo alle mie domande. Il risultato è una bellissima intervista, vera e concreta, oltre che utilissima: si legge tutta d&#8217;un fiato&#8230;..proprio come il suo libro.<span id="more-5120"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Valeria Glamourday:<br />
<strong><em>Qual&#8217;è la caratteristica più lampante di una stronazamica, quella che deve far scattare l&#8217;allarme nella testa della povera malcapitata? </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Irene Vella•<br />
Purtroppo di solito quando scatta l&#8217;allarme posso dire con assoluta certezza che il danno sia stato già ampiamente fatto da essere così palese, da non poter più essere nascosto. Quando ciò accade l&#8217;amica ormai si è trasformata in una stronza, e l&#8217;unica cosa da fare in queste situazioni è di salvare il salvabile, ma di voi stesse. Ho imparato a mie spese che spesso quello che captiamo intuitivamente è quasi sempre ciò che poi si rivela in futuro: in parole povere se una persona non vi ha mai ispirato fiducia ci sarà un motivo. Non cercate troppe spiegazioni, probabilmente si tratta di incompatibilità, in pratica lei è stronza voi no: mollate subito il colpo prima di cadere nella sua tela e di subire successivamente traumi affettivi.</p>
<p style="text-align: justify;">V-<strong><em>Nel tuo libro ci dici che &#8216;il linguaggio del corpo si impara&#8217;, come si fa a riconoscere a pelle le stronzamiche? come si fa a fiutarle ad occhio?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I• Come dicevo prima spesso il nostro istinto arriva dove invece la nostra testa ci frega, per quanto riguarda il linguaggio del corpo consiglio a tutti di leggere il libro “perché mentiamo con gli occhi e ci vergogniamo coi piedi” istruttivo all&#8217;ennesima potenza. Per chi non ha tempo (o voglia) di comprare il libro, consiglio di guardarsi tutta la serie di Lie to me, la curiosità di imparare il linguaggio del corpo mi è venuta proprio appassionandomi alle avventure del dottor Cal Lightman. Per capire se chi si ha di fronte ci sta mentendo basta avere dei piccoli accorgimenti se dice di sì a parole, ma contemporaneamente muove la testa per dire di no, oppure si tocca il naso, o distoglie lo sguardo, alzate le antenne vi sta mentendo.</p>
<p style="text-align: justify;">V-<strong><em>Invece per fiutarle ad &#8216;orecchio&#8217;? ci sono delle parole che devono far scattare il campanello d&#8217;allarme? </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I• L&#8217;adulazione fuori luogo, per esempio con me le stronzamiche social (dette anche le lurker delle bacheche altrui) iniziano il messaggio privato con “ ciao sono tizia, sono davvero onorata di essere tua amica, sai anche io scrivo, ho un blog, non sai quanto significherebbe per me avere un tuo parere in merito, perchè io ti stimo una cifra, e vorrei un tuo parere sincero. Attenzione se per sbaglio lo fate una volta (di darle un parere in merito) inizierà con il tempestarvi giornalmente con richieste simili, poi passerà alla richiesta di contatti (vostri), il passo successivo sarà quello di cercare lavoro spacciandosi per vostra amica e facendo il vostro nome da apripista.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="more"></a></p>
<p style="text-align: justify;">V-<em><strong>&#8216;Le peggiori nemiche delle stronzamiche sono loro stesse&#8217;, un concetto molto interessante, ce lo spieghi meglio? </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">I• Sono profondamente convinta che le stronzamiche siano delle donne irrisolte, problematiche, incapaci di relazionarsi alla pari con le altre, invidiose della felicità altrui, insomma per dirla alla romana “delle rosicone”. Per questo motivo pericolose e da non sottovalutare mai, perché cercheranno in ogni modo di portare via quello che è vostro, marito, lavoro, amicizie, per dimostrare a tutti che le vincenti sono loro, anche se dal punto di vista umano rimarranno delle perdenti su tutti i fronti. Ed è proprio per questa mancanza di empatia che se lasciate da sole a “cuocere nel loro brodo” come si dice in Maremma, riusciranno a litigare anche con loro stesse</p>
<p style="text-align: justify;">V-<strong><em>&#8216;Cosa intendi dire con &#8216;Asfaltate chi vi ha sfruttato?&#8217; </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I• In questi anni da giornalista freelance devo dire che le “sole” collezionate sono davvero tante, ed è per questo, per una questione di sopravvivenza, che mi sono trasformata in una stronza di rimando, perchè va bene essere buona, ma non per questo devo essere anche cogliona. Quindi adesso alla prima avvisaglia di stronzamica nei paraggi, dopo aver appurato la sua totale mancanza di buona fede, e soprattutto aver appurato che non è la mia amicizia che le interessa, ma i miei contatti, la faccio fuori (metaforicamente parlando). Le faccio terra bruciata intorno dimostrando a tutti la sua stronzaggine, anche perchè chi mi conosce sa bene che ho un limite di tolleranza pari a zero quando mi rendo conto di essere stata perculata. Mi ritengo una donna alpha, preferisco una sana sfanculata de visu, e una richiesta sincera d&#8217;aiuto, a mille sotterfugi e a falsi sorrisi, sono dell&#8217;idea che la sincerità vinca sempre, o almeno, vince con me.</p>
<p style="text-align: justify;">V-<strong><em>Un siero anti-stronzamica, qual&#8217;è secondo te? </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I• Secondo me non esiste, ogni stronzamica alla fine serve a qualcosa, a capire a quanto tenete magari al vostro lavoro, alla vostra cerchia di amicizie e poi ogni esperienza, anche quella negativa, serve a farci capire qualcosa che altrimenti avremmo ignorato. In fin dei conti anche gli squali pur essendo molto pericolosi sono necessari per l&#8217;equilibrio della fauna marina, vorrà dire che anche le stronze servono a qualcosa. L&#8217;importante è saperle riconoscere ed asfaltarle prima che siano loro ad asfaltare voi, perchè ricordatevi: le stronzamiche sono come le Barbie, ce n&#8217;è una per ogni tipo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.glamourdaymoda.com/2013/05/intervista-irene-vella-autrice-credevo-fosse-un-amica-invece-era-una-stronza.html">http://www.glamourdaymoda.com/2013/05/intervista-irene-vella-autrice-credevo-fosse-un-amica-invece-era-una-stronza.html</a></p>
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		<title>&#8230;su &#8220;nottola.it&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 08:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NOTE A MARGINE DE IL COYOTE&#8230; di Ivano Porpora PRESENTAZIONE DELL’EDITORE Luisa Alunni è una donna giovane e bella, figlia del suo tempo e che del suo tempo vive tutte le contraddizioni. Vorrebbe l’amore ma non rinunciare alla carriera. Vorrebbe un incarico professionale di prestigio all’interno del suo partito – Sinistra Unita – ma non&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=5116">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">NOTE A MARGINE DE IL COYOTE&#8230;</h2>
<p style="text-align: center;">di Ivano Porpora</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PRESENTAZIONE DELL’EDITORE</strong><br />
Luisa Alunni è una donna giovane e bella, figlia del suo tempo e che del suo tempo vive tutte le contraddizioni. Vorrebbe l’amore ma non rinunciare alla carriera. Vorrebbe un incarico professionale di prestigio all’interno del suo partito – Sinistra Unita – ma non pagare il prezzo del cinismo e dell’opportunismo che vede intorno a sé. Fra contraddizioni e speranze, illusioni e disillusioni, incontra sul suo cammino personaggi a cui crede e di cui al tempo stesso diffida. Il segretario del suo partito, Eugenio Rispoli, uomo arrivista e spregiudicato; Lorenzo Pippoli, suo corteggiatore, ma anche concorrente e raccomandato di ferro; Alfonso Corradi, grande vecchio della politica italiana, di cui è pericoloso fidarsi del tutto, ma può essere un prezioso alleato; Marco, l’amico di sempre. E infine Giovanni, giornalista di successo, ambizioso e sensibile al fascino femminile, per il quale prova immediatamente sentimenti contrastanti…<br />
Sullo sfondo dell’intrigo di passioni inconfessabili, dell’intreccio con poteri forti e con il mondo dell’informazione che manovra e si fa manovrare dai partiti, Luisa si muove in un gioco più grande di lei. Vincere significa migliorare la politica, liberarla da giochi di potere al limite del lecito. E trovare il proprio posto nel mondo. Quando il segretario Rispoli le propone di fare la portavoce crede sia finalmente arrivato il suo momento. Ma non sa quanti tramano contro di lei.<span id="more-5116"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong><br />
Un aneddoto economico – che ricordo solo a grandi linee – dice che un giorno, in un’aula universitaria, un professore stava illustrando le leggi del mercato.<br />
<strong>Domanda, offerta, punto di bilancio</strong>, incontro di domanda e offerta.<br />
A un tratto uno studente alzò la mano e, fra l’ilarità generale, chiese: “Scusi. E la gente, dov’è?”.<br />
Pareva che, nell’insieme delle mille leggi dell’economia, delle formule, tra Keynes e Pareto, si fosse dissolto chi era in fin dei conti l’unico interlocutore: chi opera sul mercato. Il pubblico. La gente.<br />
Leggendo <strong>Il coyote liberò le stelle</strong>, romanzo di Daniela Brancati apparso per i tipi di Laurana, ho avuto questa strana sensazione: che dei due piani che il romanzo tocca (quello politico da una parte, quello personale della protagonista Laura dall’altra) il primo, di certo il più interessante – quantomeno per un tentativo di capire l’adesso -, dissolvesse un’idea di politica facendo sparire, di fatto, la gente.<br />
Come se la gente non esistesse più, fatta eccezione per gli ultimi – che gente, di fatto, non sono, appartenendo a una categoria individuabile e non indistinta.<br />
E verrebbe da chiamarlo <em>instant book</em> se di <em>instant book</em> si trattasse, se fosse uscito qualche giorno dopo quello che di fatto si può chiamare il dissolvimento del PD – dell’idea di PD: chiamatela come volete – in seguito all’elezione del Presidente della Repubblica e, in particolare, all’episodio dei <a title="101 franchi tiratori - Linkiesta" href="http://www.linkiesta.it/blogs/camera-con-vista/pd-unito-su-letta-dove-sono-finiti-i-franchi-tiratori" target="_blank">101 franchi tiratori</a>.<br />
101 franchi tiratori: come le 101 storie zen, con la differenza che dove quelle decostruivano un’idea di pensiero questi hanno decostruito un partito, un’idea di centrosinistra, forse (forse) un’idea di Italia sfociata poi in questa sorta di <strong><a title="Grande coalizione - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_coalizione" target="_blank">große Koalition</a>.<br />
</strong>Verrebbe da chiamarlo instant book: e invece lo dobbiamo identificare come libro attuale. Come libro che spiega, attraverso allusioni nemmeno tanto velate (il partito Sinistra Unita, referente di centrosinistra figlio di un partito storico, non è difficile da ricollocare nella realtà; né ai suoi dirigenti fittizi è difficile dare un volto storico), dove siamo e dove stiamo andando.<br />
Il primo protagonista del romanzo è forse proprio lui, il Partito: essere dotato di ossa e muscoli, cartilagini e pelle che poi, come nelle <em><a title="Macchine anatomiche - Museo Sansevero" href="http://www.museosansevero.it/cappellasansevero/macchine.html" target="_blank">macchine anatomiche</a> </em>di Giuseppe Salerno, viene spogliato di ciò che era funzionale e diventa bloccato in un’immagine grottesca di se stesso, non-facente-funzione, a tratti incomprensibile nel suo disegno politico, a tratti populista, a tratti così grondante di spinte opposte che la traiettoria che ne esce è sghemba, come di carrozzone. Come di <a title="D'Alema: carrozzone che perde i pezzi - Corriere archivio" href="http://archiviostorico.corriere.it/2002/luglio/04/Ulivo_all_attacco_carrozzone_che_co_0_0207043107.shtml" target="_blank">carrozzone che perde i pezzi</a>, viene da dire, se la citazione non fosse stata all’epoca eterodiretta.<br />
Dietro i ritratti delle persone che <strong>dirigenti sono</strong> (Corradi, Rispoli) o a <strong>dirigenti si atteggiano</strong> (il sindaco di Prato Pieri, la <em>zarina</em> moglie di Rispoli) o che <strong>dirigenti vogliono diventare</strong> (Lorenzo <em>il verme</em>, Lotti), e dietro ai ritratti delle categorie descritte – giornalisti e politici, in particolare – Brancati, tramite un paio di espedienti interessanti per la comprensione del testo e per il suo scorrimento – le citazioni legate alla figura del coyote, che si rastremano poi attorno a <em>Il coyote </em>di Dalla, e la presentazione degli attori in scena tipica dei testi teatrali: come se fossimo in teatro, come fosse una macchina scenica - attua una sorta di <strong>ridefinizione delle funzioni</strong> che scompagina tutto e di fronte alla quale ci sentiamo smarriti. I dirigenti che vogliono il bene del Paese e che agiscono come coyote per riuscirci, i dirigenti che lavorano esclusivamente per se stessi e per una sete di potere che in parte si attua (favori sessuali, possibilità laddove altri possibilità non hanno) e in parte si sublima nell’essere semplicemente sé, portatori di potere, e agiscono come coyote per riuscirci; coloro che a dirigenti si atteggiano e che per arrivare alla detenzione del potere agiscono come coyote sfidando l’esemplare Alfa. <strong>Gli attori del libro sono tutti coyote</strong>, per un motivo o per l’altro, e questa trasformazione, questa sorta di licantropia, che sia votata al Bene o al Male porta comunque a dissolvere l’utente finale: la gente.<br />
Anche le categorie, come anticipato sopra, è come se subissero un cambio di binario in corsa. Vediamo giornalisti che si atteggiano a politici e politici che devono usare il giornalismo, o farsene usare, o usare le doti della comunicazione per estrinsecare il proprio status. Vediamo i <em>cani da guardia della democrazia </em>trasformarsi in <em>cani da riporto</em>, <em>cani da passeggio</em>; l’utilità che ne traggono è il biscottino che viene poi servito ancora con la moneta di scambio di questo mondo, il Potere.<br />
E Luisa? Luisa deve scegliere, nel finale convulso del romanzo, da che parte stare. Deve capire addirittura se, come nella famosa citazione di Laborit, <a title="Henri Laborit - Elogio della fuga IBS" href="http://www.ibs.it/code/9788804335474/laborit-henri/elogio-della-fuga.html" target="_blank">l’unica via è la fuga</a>. Non a caso vive proprio nel <strong>punto di interscambio tra comunicazione e politica</strong>, nell’esser candidata portavoce del partito e quindi vivere il dramma dell’ascesa al ruolo, la tensione tra le due categorie che proprio su quel ruolo si incontrano, il dramma dell’essere punto di incontro tra una politica portatrice sana di valori e una politica che al ruolo del mentore ha sostituito quello del fruitore-aguzzino; il dramma di essere donna carina, e quindi di avere in mano un ulteriore carta da giocare – il sesso – che però non è disposta a mettere in gioco.<br />
Il libro vale l’acquisto? Credo che la narrativa valga a capire il reale a volte più della saggistica. E tra questo romanzo e <em>Indignatevi </em>di Hessel, per quanto quest’ultimo sia interessante, preferisco il primo: preferisco sentire sulle mie labbra il  sapore acre di un valore che si distrugge piuttosto che l’indicazione altrui di una strada non necessariamente mia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.nottola.it/libri/note-a-margine-su-il-coyote-libero-le-stelle/">http://www.nottola.it/libri/note-a-margine-su-il-coyote-libero-le-stelle/</a></p>
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		<title>&#8230;su &#8220;Marco Polo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 12:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vienna]]></category>

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		<description><![CDATA[Libri in viaggio a ciascuno la sua lettura CURIOSI Vienna è un giro in carrozza Michele Monina Laurana Editore &#8211; 9,90 € di Isa Grassano Tutti in carrozza e si parte. L&#8217;autore accompagna, quasi per mano, alla scoperta del Prater, dei musei, del Liberty, della tradizione culinaria (fra sacher, strudel e knödel) in una guida&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=5110">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Libri in viaggio<br />
a ciascuno la sua lettura</h2>
<h4>CURIOSI</h4>
<h4>Vienna è un giro in carrozza<br />
Michele Monina<br />
Laurana Editore &#8211; 9,90 €</h4>
<p style="text-align: center;">di Isa Grassano</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti in carrozza e si parte. L&#8217;autore accompagna, quasi per mano, alla scoperta del Prater, dei musei, del Liberty, della tradizione culinaria (fra sacher, strudel e knödel) in una guida molto aggiornata, che è anche un intenso reportage tra il passato e il futuro di una metropoli sognante.</p>
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		<title>&#8230;su &#8220;Il Pickwick&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 13:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[sangue di cane]]></category>

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		<description><![CDATA[VERONICA TOMASSINI, “SANGUE DI CANE” di Antonio Russo De Vivo “Marcin era morto. Io avevo i pidocchi. Cioè successe nello stesso momento, Marcin cagava sangue, stava morendo, beveva e cagava sangue. Io invece avevo prurito ovunque, dietro la nuca soprattutto. ‘C’hai la rogna’, mi diceva Tano, il pescatore, l’amico di Ivona. Ma Ivona stava con&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=5105">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">VERONICA TOMASSINI, “SANGUE DI CANE”</h2>
<p style="text-align: center;">di Antonio Russo De Vivo</p>
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<p style="text-align: justify;">“Marcin era morto. Io avevo i pidocchi. Cioè successe nello stesso momento, Marcin cagava sangue, stava morendo, beveva e cagava sangue. Io invece avevo prurito ovunque, dietro la nuca soprattutto. ‘C’hai la rogna’, mi diceva Tano, il pescatore, l’amico di Ivona. Ma Ivona stava con Marcin e Marcin stava morendo perché cagava sangue”.<br />
Dal principio di <em>Sangue di cane </em>(Laurana, 2010), Veronica Tomassini sbatte in faccia al lettore alcune parole chiave che ritorneranno spesso: morte, merda, sangue. Si capisce subito che questo libro mal si presta a chi è in cerca di qualcosa di rassicurante, positivo, imbellettato di quieto vivere e di perle di saggezza. <em>Sangue di cane</em> è umorale, putrido, purulento, popolato di emarginati. Una donna qualunque racconta la sua storia d’amore con un polacco randagio. La storia si erge a saga polacca, e i polacchi bevono, si prostituiscono, muoiono; si muore tanto, tra queste pagine.<span id="more-5105"></span></p>
</div>
<div>
<p>In epigrafe viene citato Curzio Malaparte:<br />
“Perché non vuoi capire che vi son certamente migliaia e migliaia di Cristi, fra tutti quei morti? Lo sai anche tu che non è vero che Cristo ha salvato il mondo una volta per sempre” (<em>La pelle</em>).<br />
C’è molto di Malaparte in quest’opera d’esordio della scrittrice siciliana, e non solo quando, leggendo, siamo accompagnati nelle grotte dove dormono i miserabili, tra malattia, sozzura e, ancora, morte. L’insistenza sull’elemento putrescente e osceno è un tratto in comune. Un altro è il senso di pietà cristiana verso gli ultimi della terra, quelli che devono sopportare la lotta per la sopravvivenza, e che per farlo ignorano la dignità e si vendono, e si ammazzano lentamente, e si lasciano morire: strano modo di sopravvivere, questo. La protagonista, caricandosi sulle spalle la vita di uno di loro, per amore, sperimenta sulla propria pelle questo stile di vita estremo. Il loro amore è una sofferenza tale che non si può capire, così come la sporca sopravvivenza di questi uomini e donne che si trascinano in condizioni subumane.<br />
“[…] La strada ti tenta verso il basso, ti dispone a guardare giù nell’abisso, difficile allontanarsi” (p. 73).<br />
La Tomassini riesce a costringere il lettore per oltre duecento pagine affacciato all’abisso, cosicché leggere <em>Sangue di cane</em> diventa prova di resistenza, con lo stomaco provato più della testa, e la tentazione di abbandonare questa saga degli orrori sopraggiunge più volte. Ma si deve resistere, leggere tutto, e perdere il conto dei morti, di macchie di vomito e sangue, di sconfitte su sconfitte, come se la malasorte pedinasse i due amanti, poi sposi e genitori.<br />
Non c’è raggio di luce che possa durare in questo mondo degradato, e non c’è, tornando a Malaparte, vulcano che possa erompere e pulire la sozzura onnipresente che contagia le vite balorde dei personaggi. Puzza tutto di alcol, e di merda, e di altri umori insopportabili. E quando appare Piak, il cane ubriaco, l’autrice non si lascia sfuggire l’occasione di fare nuovamente il verso, a suo modo, allo scrittore toscano:<br />
“Ricordano i cani? Hanno rimpianti? Piangono i cani? Yurek esalò sul prato umido di urina. C’era Piak a guardarlo. Non era solo Yurek. No, non lo era”(p. 202).<br />
Malaparte, in <em>La pelle</em>, umanizzò il cane Febo per renderlo testimone del suo degrado nel bel mezzo della peste morale che funestava l’Italia durante la seconda guerra mondiale, la Tomassini fa qualcosa di analogo in un contesto marginale: Piak, il cane ubriaco, randagio in mezzo ai randagi, è l’unico a poter rendere una testimonianza sofferta di una delle innumerevoli morti che si susseguono a ritmo serrato nella storia senza dare possibilità di fermarsi e soffrire, perché non c’è lutto possibile nell’abisso dei sottouomini.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Veronica Tomassini</strong><br />
<strong>Sangue di cane</strong><br />
Laurana, Milano, 2010<br />
pp. 230</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/393-veronica-tomassini-sangue-di-cane">http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/393-veronica-tomassini-sangue-di-cane</a></p>
</div>
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		<title>&#8230;a &#8220;Rmc101&#8243;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 12:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[il coyote libero le stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Daniela Brancati racconta il suo libro al programma &#8220;Il Volatore&#8221; di Giacomo di Girolamo. Ascolta qui l&#8217;intervista: http://www.spreaker.com/user/giadg33/il_coyote_libero_le_stelle?autoplay=1]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Daniela Brancati racconta il suo libro al programma &#8220;Il Volatore&#8221; di Giacomo di Girolamo.</p>
<p style="text-align: center;">Ascolta qui l&#8217;intervista:<br />
<a href="http://www.spreaker.com/user/giadg33/il_coyote_libero_le_stelle?autoplay=1">http://www.spreaker.com/user/giadg33/il_coyote_libero_le_stelle?autoplay=1</a></p>
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		<title>TORINO, 16-20 maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 10:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[DOVE OSANO LE IDEE XXVI SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO da giovedì 16 a lunedì 20 maggio Laurana Editore sarà a Torino. Vienici a trovare: padiglione 1, stand E18. Ti aspettiamo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laurana.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Immagine.png"><img class="size-full wp-image-5091  aligncenter" title="Immagine" src="http://www.laurana.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Immagine.png" alt="" width="102" height="64" /></a></p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.salonelibro.it/"><em>DOVE OSANO LE IDEE</em><br />
XXVI SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO</a></h3>
<p style="text-align: center;">da giovedì 16 a lunedì 20 maggio Laurana Editore sarà a Torino.<br />
Vienici a trovare:<br />
<strong> padiglione 1, stand E18</strong>.</p>
<p style="text-align: center;">Ti aspettiamo!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8230;su &#8220;The Curious Magazine Web&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 13:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[10 ottimi motivi per non cominciare una dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[Dieci ottimi motivi per NON cominciare una dieta di Marta Grasso Non lo ammettiamo mai, ma è la verità: le diete non funzionano. Ce ne sono di tutti i tipi, da quella a base di carboidrati alla tisanoreica, e c&#8217;è chi le ha provate (quasi) tutte. E allora perché è ancora a dieta? Se avessero&#8230; <a href="http://www.laurana.it/blog/?p=5071">Continue reading &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Dieci ottimi motivi per NON cominciare una dieta</h2>
<p style="text-align: center;">di Marta Grasso</p>
<p style="text-align: justify;">Non lo ammettiamo mai, ma è la verità: le diete non funzionano. Ce ne sono di tutti i tipi, da quella a base di carboidrati alla tisanoreica, e c&#8217;è chi le ha provate (quasi) tutte. E allora perché è ancora a dieta? Se avessero funzionato, non sarebbe più a dieta. No?</p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto negli ultimi anni, sono di moda la dieta Dunkan e la tisanoreica. Sono due diete molto in voga, ma anche (come spesso accade) molto costose. Siamo sicure di voler spendere tutti questi soldi per la dieta? Non sarebbe meglio un bel viaggio?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Tutta questa mania della forma perfetta provoca ansia e frustrazione e per quanto mi riguarda la trovo terribilmente noiosa», ha detto la Liverani. «Siamo certe di non avere nient&#8217;altro a cui pensare oltre alla pancia piatta?».«Non è vero che ci mettiamo a dieta per piacere a noi stesse. Se ci riteniamo donne emancipate, libere e moderne, non possiamo non ammettere di essere prese di mira, sin da bambine, da un modello (una donna magrissima, bellissima e sempregiovane) che cerchiamo sempre di raggiungere senza invece accorgerci di quanto siamo uniche e speciali».<span id="more-5071"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«Chi l&#8217;ha provato almeno una volta, lo sa: mettersi a dieta è sfiancante. Ci stanca e ci succhia tutta l&#8217;energia che invece potremmo concentrare sulle cose che ci rendono felici».Con la dieta, inoltre, bisogna stare molto attenti. Alcune diete portano a un&#8217;insufficienza di alcune sostanze fondamentali (vitamine, proteine) che alla lunga possono creare scompensi o addirittura portare a disordini alimentari.Avere accanto una donna sempre a dieta non è sexy. Nessun uomo lo adora. Gli uomini adorano le donne che si prendono cura di loro stesse e del proprio corpo. Che non vuol dire essere sempre a dieta. «Il nostro essere normali, ma unici, è la cosa più sexy e straordinaria che esista», dice la Liverani.</p>
<div id="pvabstract" style="text-align: justify;">
<div id="pvrichtxt">
<div id="pvrichtxt">
<p>«Siamo vittime di un modello di bellezza univocamente magro. Non dipende solo dalla moda, è un messaggio diffuso in ogni pertugio della società: magro è bello. Non c&#8217;è niente di più errato».Le diete ci portano a vedere il cibo come una cosa negativa. Non è così. «Bisogna fare pace con il cibo: non vederlo con un nemico, né come un insieme di calorie e grassi ingeriti. Il cibo è una cosa bella e un buon rapporto con esso è imprescindibile per la nostra salute».Invece che pensare continuamente a come dimagrire, conclude la Liverani, dovremmo «cercare di dedicare tempo al nostro corpo, tenerlo in salute e rispettandolo (nutrendolo nel modo giusto e facendo il giusto movimento)».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://tuttodipiu.over-blog.it/article-dieci-ottimi-motivi-per-non-cominciare-una-dieta-117268945.html">http://tuttodipiu.over-blog.it/article-dieci-ottimi-motivi-per-non-cominciare-una-dieta-117268945.html</a></p>
</div>
</div>
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		<title>&#8230;a &#8220;Uno Mattina&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 14:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laurana</dc:creator>
				<category><![CDATA[il coyote libero le stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Amore e politica Il 18 aprile Daniela Brancati racconta Il coyote liberò le stelle a Uno Mattina. Ecco l&#8217;intervista (da 11&#8217;46&#8221;): http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-79ab7972-bda7-4af1-820d-592e4f2ad0b1.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Amore e politica</h2>
<p>Il 18 aprile Daniela Brancati racconta <em>Il coyote liberò le stelle</em> a Uno Mattina.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco l&#8217;intervista (da 11&#8217;46&#8221;): <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-79ab7972-bda7-4af1-820d-592e4f2ad0b1.html">http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-79ab7972-bda7-4af1-820d-592e4f2ad0b1.html</a></p>
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