Nov 26

…su “la Repubblica”

Le serie tv, le celebrità, i libri, i blog: tutti contro l’ossessione del peso

Ribellarsi (alle diete) è giusto

di Carlotta Magnanini

Autostima è questa  la parola d’ordine

Meglio prenderla alla larga. Anche perché finora gli attacchi diretti a certi modelli, cioè le modelle, non hanno dato gran risultati. Meglio circumnavigare il problema, come un girovita e, imbottendo come panini gli schermi di chef telegenici, i best-seller erotici di ciccia, le serie tv di donne curviformi, puntare all’obiettivo. Liberarsi delle diete e delle smanie ponderali. Contro la crusca d’avena, la zona, di Beverly Hills, South Beach o chissàdove sono scese in campo tra le altre Oprah Winfrey e Lady Gaga. La prima, anni fa, annunciando che avrebbe chiuso per sempre con le restrizioni e che l’effetto yo-yo facesse di lei quel che voleva, la seconda come paladina dell’accettazione del sé – e chiamare i suoi fan “mostriciattoli” la dice lunga. Ma come loro è scesa in campo anche la bolognese Martina Liverani, con un manuale ardito per gli amanti della manualistica a tema: dentro, infatti, il regime non c’è. A suo posto ci sono Dieci ottimi motivi per non iniziare una dieta (Laurana Editore). Il messaggio non è “grasso è bello”, spiega la giornalista-blogger, 35 anni, 65 chili per 1,72 e un fidanzato presumibilmente poco frustrato. “Ma un inno a godersi il cibo, a non farne un dramma”. L’ossessione delle diete è in effetti uno degli sport femminili più praticati, nonostante si faccia parimenti il tifo per America Ferrera di Ugly Betty, Lena Dunham di Girls e Mindy Kaling di The Mindy Project (alcune eroine dei telefilm che hanno dato più assuefazione). O per le pubblicità metafora del me ne frego (ieri la campagna Real Beauty di Dove, oggi quella di Marks&Spencer) o per le eroine della “resistenza”: dalla psicoterapeuta inglese Susie Orbach, al body activism di Eva Ensler (quella de I monologhi della vagina), fino al “le diete sono il più potente sedativo politico della storia delle donne ” di Naomi Wolf. Sedativo? Sembra piuttosto che le donne ci stiano facendo su un bel riposino, visto il successo della Dukan (per cui il suo inventore si è radiato dall’albo per poter vendere con agio al super).

Il paradosso è che la fame di diete va a braccetto con la bulimia di ricette in tv: “Ma più tempo si passa davanti a MasterChef, meno si passa in cucina”, continua Liverani. Ed “è inutile insegnare come si fa un cupcake se molti giovani oggi pensano che il pesce abbia la forma di un bastoncino”.

La reazione ai regimi, però, sta prendendo peso e la spinta non parte dall’alto, da star come Kate Moss che si rimangiano la taglia (“Sii te stessa, è un atto di ribellione”, ha dichiarato ipocritamente alla rivista W) o come la cantante Adele la cui taglia invece le rende di parte, ma perché è pop e viene dal basso: dalla rete e dai social network. Dove i “mostriciattoli” di Lady Gaga postano autoscatti in mutando o il movimento “self acceptance” ha creato un bollino di garanzia per le blogger più libere (e Marina Rinaldi ne ha scelte tre per lanciare il piumino Voyager). Il resto lo farà il tam tam. E il buon senso: “Vogliamo cambiare i modelli? Fuori il senso critico e pace con il vostro corpo”, aggiunge Liverani. Come diceva Gloria Steinmen, “l’autostima non è tutto, ma senza quella non c’è niente”.