Lug 11

…su “Vanity Fair.it” (Margo Schachter)

10 MOTIVI PER NON COMINCIARE UNA DIETA

di Margo Schachter

Questo NON è un articolo sui 10 modi per dimagrire senza dieta, miracolosamente. Lo diciamo subito, è la recensione di un libro che spiega 10 motivi per cui mettersi a dieta è la nuova forma di schiavitù moderna, il burqa del mondo occidentale. Perché il business delle diete ci ha reso schiave, del marketing e di un modello di femminilità figlio di Photoshop o dell’anoressia, non certo di una positiva idea di benessere. Altro che Born this way, le donne pensano più al cibo (che non mangiano) che al sesso, e fra i propri desideri non enumerano la felicità ma la magrezza.
Le diete ci rendono noiose e poco, molto poco sexy. Le diete odiano le donne. E poi se funzionassero davvero…

Le librerie si affollano di manuali per perdere 7 chili in 7 giorni, per fare la dieta del fantino, della ballerina, della mela e dell’uva, e sbancano le classifiche dei best-seller. Speriamo che con un nuovo piccolo volume si inverta la tendenza. 10 ottimi motivi per NON cominciare una dieta (Laurana Editore, 11.90€) è il nuovo libro di Martina Liverani, pasionaria del mondo curvy e blogger influente. Dopo anni di militanza sul web con il suo CurvyFoodieHungry e su Vogue, ora sbarca in libreria, con la stessa missione: aprire gli occhi delle donne contro la truffa planetaria delle diete. Perché se funzionassero davvero, saremmo tutte magre… Il libro aiuta a riflettere non sui 10 modi per abbattere la fame o per riuscire a mandare giù disgustosi beveroni, ma sulle 10 ragioni per cui, riflettendo, dovremmopiantarla di farci abbindolare dall’ultimo arrivato che ci promette una snella felicità.

Le questioni sono diverse, innanzitutto un modello irreale, basato sul fotoritocco e non sula realtà, ma soprattutto su un’idea di bellezza sola, quella delle top model da copertina. E poi c’è la questione monetaria, perché fare una dieta non è per nulla economico, ma anzi una macchina mangia soldi fatto di pillole miracolose e barrette al sapore di segatura, ma che “funzionano davvero” come citano le confezioni. E il tempo? Quanto tempo potremmo dedicare a noi stesse, agli hobby, alla famiglia o all’amore, al posto che alla palestra? Bombardate da questi messaggi fin dall’infanzia non si riesce più a distinguere fra il vero e il falso, fra quello che gli altri vorrebbero che fossimo e la nostra personalità. Il nuovo burqa occidentale, come definisce la taglia 38, Martina Liverani,” a 38 è la nuova 40” per citare il Diavolo veste Prada.

“E’ difficile demolire certe logiche – spiega l’autrice –  soprattutto perché dietro a molte diete c’è un esercizio di branding geniale e molto sofisticato. Negli ultimi due anni ho lavorato intensamente sul rapporto cibo&corpo e cibo&donne, sul blog e grazie alla collaborazione con Vogue e ho voluto condividere ora queste riflessioni, nero su bianco, per aiutare a sviluppare il senso critico delle donne.  Ho potuto scriverlo oggi, che ho 35 anni, proprio per questo, ora che ho capito che la lunghezza delle gambe non si cambia, così come non sic ambia la struttura del corpo.A 20 anni probabilmente sarei stata convinta, come le teen ager di oggi, di poter controllare tutto di me… Ecco perché questo libro è proprio per le ragazze!  Questo non è un elogio alla grassezza, ma alla normalità. Viviamo in un mondo dicotomico, in tv o spadellano o ci mettono a dieta, nei programmi vediamo le veline o i super-obesi, ci spingono a mangiare e poi a dimagrire, due piccioni con una fava! Nonostante questo la realtà è che la taglia più venduta in Italia è la 46, non la 38, e io dalla mia 44 sono solo una donna normale. Ma i normopeso non esistono più, nel mondo della comunicazione!»

Ci hanno fatto talmente il lavaggio del cervello che una donna pensa ormai più al cibo (che non può mangiare, o che non avrebbe dovuto ingoiare) piuttosto che a del sano, e dimagrante, sesso.  Sicuramente le diete non sono sexy e non ti rendono più bella agli occhi di un uomo. Basta provare a chiedere in giro, quanti vorrebbero stringere fra le braccia Sophia Loren o Marilyn Monroe e quanti una secca modella da passerella?  E poi le diete sono e ci rendono noiose, impegnate nel controllo di calorie e istinti.

E ci privano di energie e possono portarci anche a disturbi alimentari gravi. Anche Lady Gaga ha ammesso candidamente il suo passato di bulimia, dichiarando “Io volevo essere magra come una ballerina e invece ero una ragazzina italiana tutta curve”. Ma oggi, sulle note di Born this way, è la cantante più famosa del mondo… Da regalare a chi Lady Gaga la ascolta e, da teen ager, è ancora in tempo per salvarsi dal burqa delle diete.

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