Lug 09

…su “Lettera 43”

DIETA, OSSESSIONE DA DIGERIRE

di Stefania Leo

Ogni anno le donne dicono 474 bugie sul cibo. Del resto a chi non è capitato di dirsi «ma era solo una piccola porzione di gelato!» davanti a due etti in più sulla bilancia e un 2 chili di gelato spazzolato in pochi minuti. Martina Liverani, giornalista enogastronomica e ideatrice del blog Curvyfoodiehungry.it, è a suo agio con l’argomento diete: ha deciso che le interessano come mito moderno da demolire. Per farlo, oltre a tenere banco sull’argomento con un blog per donne felici, ha deciso di regalare alle donne un decalogo speciale: 10 ottimi motivi per non cominciare una dieta (142 pagine, 11.90 euro – Laurana).

LIBERARSI DA UNA OSSESSIONE Questo libro nasce dall’idea di cancellare un’ossessione, quella delle donne per il cibo. Una ricerca condotta dalla Atkins (una compagnia che commercia prodotti dietetici e libri in tema) su 1.290 donne intervistate nel Regno Unito ha rivelato che il 37,5% pensa più al mangiare che al proprio partner o al sesso.

Il pensiero di non essere mai perfette, di sentirsi troppo grasse, sempre alla ricerca del chilo in meno che semplificherà la vita e risolverà i problemi, toglie tempo utile a molte altre attività: coltivare la propria intelligenza, i propri hobby. Ma non solo. Perché parlare continuamente di cibo e diete sicuramente non rappresenta uno degli argomenti più popolari da usare in una conversazione.

UNA QUESTIONE D’IMMAGINARIO Nel 2000 Fatema Mernissi scriveva nel suo L’Harem e l’Occidente (192 pagine, 9,50 euro, Giunti 2006), che «il burqa dell’Occidente è la taglia 42».
Dietro questa dura affermazione si nasconde un’amara verità: le donne modificano il proprio corpo in funzione del raggiungimento del glorioso obiettivo di indossare una taglia 42, anzi meglio 38. Tutto questo perché nell’immaginario collettivo modellato dai media è quella la taglia della bellezza. Si smetterebbe immediatamente di credere a questa bufala se solo ci fosse più informazione anche su chi semina queste errate convinzioni nella mente delle donne.

Il pensiero di non essere mai perfette, di sentirsi troppo grasse, sempre alla ricerca del chilo in meno che semplificherà la vita e risolverà i problemi, toglie tempo utile a molte altre attività.

Martina Liverani punta il dito contro i colossi dell’alimentazione che sono quelli che contemporaneamente ci sfamano e ci consigliano come dimagrire: il gruppo Heinz (quello del ketchup) controlla Weight Watchers, Unilever controlla Silm Fast, solo per citare due casi. Quando in tivù compare la pubblicità di un prodotto contro la cellulite che definisce questo inestetismo «una malattia», è naturale andare a controllare e, nel caso, farne scorta: il risultato è che, per vendere una pomata, si induce la convinzione nel popolo femminile di possedere non un inestetismo, bensì una patologia.

L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE SULLE TAGLIE. In Argentina solo il 30% delle donne riesce a trovare vestiti della propria taglia: e lì una donna coraggiosa sta lanciando un messaggio alle donne attraverso Anybody.org, una piattaforma online che mira a sorvegliare la corretta applicazione della legge sulle taglie, proprio per permettere a tutte di non lasciarsi discriminare dai grandi brand che impongono solo minuscole 40.

LE DIETE ODIANO LE DONNE Gisele Bündchen non guarda mai le proprie foto per paura di non piacersi. Ma se una delle top model più belle del mondo fa di se stessa il proprio critico peggiore, che speranza hanno le donne normali di piacersi? Ben poche. Nel mondo arabo, al contrario, una donna con una taglia 38 è considerata denutrita. In Occidente finisce in copertina nelle riviste di moda.
Una dieta non rende più belle, anzi: secondo Liverani, la principale conseguenza di questa violenza sul corpo è la cancellazione del piacere di mangiare e soprattutto il prosciugarsi di quell’energia necessaria a coltivare la propria personalità.A sostegno dell’inutilità di tutte le diete, l’autrice fa un elenco di donne bellissime e affatto magre che hanno incantato per anni gli uomini: l’immortale Marylin o la curvosissima Sophia Loren, tutte le donne amate da Fellini e la mitica Betty Page. Del resto, gli uomini amano le curve e non solo in auto.

COSA FARE INVECE DI METTERSI A DIETA Per contrastare l’imperativo «devo mettermi a dieta», Martina Liverani tira in ballo la filosofia Wabi-sabi. Questo approccio mira a coltivare una forma mentis che si basa sull’apprezzare le cose più semplici della vita e sul coinvolgimento di tutti i nostri sensi in ogni atto che si compie, senza soffermarsi troppo sulla perfezione estetica. Il Wabi-sabi celebra la bellezza in ciò che è naturale, difetti compresi.

UN RISPARMIO ANCHE ECONOMICO. Questo non significa trascurarsi, ma solo prendersi cura di cose diverse, come ad esempio il carisma. Inoltre, aspetto non secondario: secondo Liverani smettere di rincorrere le diete all’ultima moda permette di risparmiare un bel po’ di denaro da investire in quello che più amiamo o, meglio, in un corso di cucina. La principale causa del sovrappeso è infatti l’abuso di cibi precotti: imparare a nutrire il nostro corpo è un compito che parte dall’intelligenza e dalla conoscenza del piacere di mangiare in modo sano e corretto.

http://www.lettera43.it/cultura/dieta-ossessione-da-digerire_4367556956.htm