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mag
16

…su “Realtà Industriale”

Simone Marcuzzi, 10 italiani che hanno conquistato il mondo

di Carlo-Tomaso Parmegiani

Al trentenne scrittore pordenonese Simone Marcuzzi avevano chiesto di scrivere una raccolta di racconti su dieci italiani straordinari, dieci “buoni esempi” italiani noti nel mondo. Dopo averci pensato un po’ su, durante un lento viaggio da Pordenone a Cividale sull’onda dei ricordi d’infanzia, ha deciso di accettare e lo ha fatto con indubbia originalità. Ne è nato questo simpatico volume nel quale Marcuzzi per smentire gli stereotipi degli italiani “pizza, baffi e mandolino”, ha scelto dieci personaggi italiani antichi e recenti. Alcuni più scontati come Dante Alighieri, Leonardo da Vinci o Enzo Ferrari, altri decisamente più inattesi come Moana Pozzi o Pinocchio. Piacevole, divertente, ben scritto, un libro per scoprire alcuni aspetti della grandezza italiana.

mag
15

…su “Giudizio Universale”

Cercando La felicità terrena

“Quasi un altro libro” secondo Giulio Mozzi quello che viene ripubblicato oggi dai tipi di Laurana con due racconti in più e uno in meno rispetto alla prima edizione (Einaudi 1996). L’ispirazione di fondo però resta la stessa, quel senso di mancanza che muove i personaggi alla ricerca di un traguardo, che si tratti di Dio o dell’Apocalisse

di Stefano Nicosia


Ricompare in libreria La felicità terrena di Giulio Mozzi, anzi no. La raccolta di racconti uscita per Einaudi nel 1996 viene ripubblicata adesso con due racconti in più – Verde e oro e Gilda T. – e con uno in meno, Migrazione, e con uno scritto di Carlo Dalcielo: insomma per lo stesso Mozzi è “quasi un altro libro”.

Si ricostituisce così, nella collana ‘Rimmel’ di Laurana, la coppia con Il male naturale (Mondadori 1998; Laurana 2011) e quel “grumo narrativo” che si era modellato intorno a due idee fondanti: la ricerca di una felicità possibile – intesa anche come riappacificazione con se stessi – e la visione di un male senza colpa che sta nei corpi. Le due raccolte si accostano l’una all’altra come due facce di uno stesso specchio, che nascono insieme ma guardano in modo differente e, appunto, speculare. Certe ricorrenze formano una rete di echi tra i due libri, come l’istituto per ragazzini di Una vita felice e di Super nivem, racconti legati tra loro perfino dalla ricorrenza di certe espressioni («All’Istituto degli abbandonati si mangiava molto e molto bene»).
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mag
08

…su “TuonoNews”

La linea d’ombra di Gabriele Dadati: “Piccolo testamento”

di Romano Augusto Fiocchi

“Nel caso di Vittorio cultura e intelligenza erano grandissime, come erano grandi la certezza di giudizio e la dedizione, ma quello che più di tutto lo caratterizzava nell’immagine che ne conservo era l’umiltà”. Così Gabriele Dadati descrive l’amico Vittorio nel suo Piccolo testamento. “Vittorio” è nome di fantasia. Di fantasia è pure il nome della rivista (Cronologie) che Vittorio e il protagonista del libro fondano e dirigono insieme. Di fantasia i titoli dei libri scritti dal protagonista. Anche di quest’ultimo, voce narrante in prima persona, non viene mai pronunciato il nome ma la suggestione autobiografica è ineludibile. Specie per chi, come me, conosce personalmente Dadati, ha conosciuto personalmente “Vittorio” e sa della sua prematura scomparsa per malattia, conosce la rivista che Dadati e “Vittorio” diressero insieme, conosce i libri pubblicati da Dadati.

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mag
04

19 maggio – PIACENZA

Gabriele Dadati presenta il suo Piccolo testamento ospite della personale di Guido Morelli “Ultime pitture”.

L’evento è previsto per sabato 19 maggio, ore 18

presso la Galleria RossoTiziano, via Taverna 41, Piacenza.

Non mancate!

mag
04

26 maggio – CASOLE (Siena)

Gabriele Dadati presenta il suo Piccolo testamento a Casole d’Elsa (Siena).

Preso i dettagli. Intanto segnatevi la data!

Non mancate!

mag
04

29 maggio – VERONA

Non perdete l’incontro con Giulio Mozzi che il 29 maggio, ore 18, presenterà la nuova edizione della sua raccolta di racconti La felicità terrena presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica.

Dialoga con lui Cinzia Zungolo.

Verona, presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica, in via Quattro Spade 4, ore 18.

Non mancate!

mag
04

30 maggio – PADOVA

Non perdete l’incontro con Giulio Mozzi nella sua città, Padova, mercoledì 30 maggio, ore 18. Verrà presentata la nuova edizione della sua raccolta di racconti La felicità terrena, presso la libreria Feltrinelli di via San Francesco 7.

Non mancate!

mag
04

4 giugno – VERONA

Non perdete l’incontro con Simone Marcuzzi che il 4 giugno, ore 18, presenterà i suoi 10 italiani che hanno conquistato il mondo presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica.

Dialoga con lui Silvana Rigobon.

Verona, presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica, in via Quattro Spade 4, ore 18.

Non mancate!

mag
04

8 giugno – CASTEL S. GIOVANNI (Pc)

Gabriele Dadati presenta il suo Piccolo testamento nella splendida cornice di Villa Braghieri, Piazza XX Settembre 2, Castel S. Giovanni (Piacenza).

L’appuntamento è per venerdì 8 giugno, ore 18.

Non mancate!

mag
03

…su “Il Mattino di Padova”

Giulio Mozzi la felicità di fare un’autofiction

Diventa un classico il secondo libro dello scrittore padovano. Arricchito da tre scritti in più

di Nicolò Menniti-Ippolito

In Vibrisse, il bollettino di letture e scritture che da anni cura in rete, Giulio Mozzi ha recentemente pubblicato un eptalogo per dimostrare che lui non è uno scrittore. Può sembrare paradossale, e in parte lo è, visto che ha scritto quasi una ventina di libri, e metà, più o meno, sono di narrativa ed altri riguardano comunque il mestiere di scrivere. Senza dimenticare, poi, che è stato uno dei primi a tenere i corsi di scrittura creativa, uno dei primi a scrivere in pubblico utilizzando la rete, insomma è uno che da vent’anni scrive di professione. Eppure nella sua affermazione qualcosa di vero c’è. Giulio Mozzi ha scritto solo quando ha voluto scrivere o forse quando ha potuto scrivere e per questo le sue opere narrative hanno un andamento temporale abbastanza strano: cinque raccolte di racconti in 8 anni, poi un lunghissimo silenzio, interrotto solo da una bella raccolta di brevi testi («Sono l’ultimo a scendere e altre storie credibili»), scritti peraltro, in origine, senza alcuna idea di pubblicazione.

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