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feb
21

ARRIVA la “BOTTEGA DI NARRAZIONE” 2012-2013!

E’ finalmente disponibile il programma completo della “Bottega di narrazione” di Laurana Editore, la prima scuola in Italia in cui gli iscritti vengono condotti per mano nella stesura di un loro progetto narrativo. Ideata e condotta a Milano da Giulio Mozzi e da Gabriele Dadati a partire da un’idea di Massimo Cassani, la “Bottega” si articola in questa nuova edizione in dodici intensi fine settimana di lavoro (12 week end, 24 giorni, 192 ore in aula e infinite ore di lavoro fuori dall’aula…) che andranno da giugno 2012 a ottobre 2013. Al termine gli iscritti presentaranno i loro dattiloscritti a una platea composta dai migliori editori e agenti letterari italiani.

Per l’ammissione alla “Bottega di narrazione” è necessario presentare un progetto narrativo. Il progetto può essere redatto in qualunque forma. Può consistere di un soggetto, di un trattamento, di una scaletta, di una prima stesura, di una stesura parziale. Il progetto va inviato entro il 31 maggio 2012 all’indirizzo: bottega@laurana.it
Gli autori dei progetti ritenuti più interessanti saranno invitati a un colloquio (su appuntamento). Non saranno ammesse più di 20 persone.
Il costo dell’iscrizione alla “Bottega di narrazione” è di 2.200 euro (iva compresa), da versare in tre rate (giugno, agosto, ottobre 2012). Oppure di 1.800 euro (iva compresa) da versare in soluzione unica entro giugno.

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feb
20

… su “Mangialibri”

10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)

di Giulia De Filippo

Come si fa a diventare famosi? Basta seguire accuratamente dieci regole, e vi ritroverete ospiti di tutti i maggiori programmi televisivi. Alcuni consigli non vi piaceranno, oppure li troverete difficili da mettere in pratica, ma questo e altro per un conto in banca degno di un miliardario russo. Dovete prendere esempio dalle grandi star internazionali, che hanno saputo emergere in questo caos di talenti e mantenere il successo durante gli anni. Da dove si inizia per diventare un mito ed essere idolatrato dalla folla? Prima di tutto, è necessario scegliere un nome memorabile come ci insegnano Madonna, Jovanotti e Zucchero. Affidate la vostra immagine a un amico drag queen (chi non ne ha?) o a un ipovedente: l’abito fa la rockstar, un po’ come quello fatto da pezzi di carne esibito da Lady Gaga. L’importante è esagerare, osare, andare sopra le righe. Anche cambiare sesso o dichiararsi bisessuali aiuta, basti pensare a David Bowie sempre in bilico tra androginia e atteggiamenti borderline o a Katy Perry, che grazie al singolo I kissed a girl ha conquistato le classifiche mondiali. Non dimenticate di sposare una causa nobile, umanitaria o ambientalista: qui gli esempi sono numerosi, si va da Bono Vox con il suo ruolo di portavoce dei paesi del Terzo Mondo a Chris Martin, impegnato in cause legate allo stato di salute del pianeta, fino ad arrivare ad Amiche per l’Abruzzo, il gruppo di cantanti italiane che sono salite insieme sul palco per raccogliere fondi dopo il terremoto del 2009. Ovviamente è indispensabile drogarsi e ubriacarsi mentre qualcuno vi fotografa o vi riprende con l’iPhone (ricordiamo tutti la pista di cocaina davanti a Kate Moss o la fellatio di Pamela Anderson al marito Tommy Lee), diventare giudice di un reality show con tanto di succo di frutta come Morgan, e cadere vittima di una crisi mistica. Poi sperare che un rapper di successo come Fabri Fibra vi dedichi una canzone piena di insulti, morire giovane possibilmente entrando a far parte del famoso Club 27 insieme a Jimi Hendrix, Kurt Cobain e Amy Winehouse. Infine, c’è un’ultima regola da seguire, forse la più difficile…
Siamo di fronte a un manuale ironico scritto da uno che di mestiere fa il biografo dei divi. Michele Monina, classe 1969, ha venduto seicentomila copie raccontando le vite di Valentino Rossi, Lady Gaga, Zlatan Ibrahimović, e tanti altri personaggi famosi. Quindi, non deve essere stato poi tanto difficile scrivere un libro che parla proprio di come ottenere fama e successo. Grazie a uno stile semplice e ritmato, trascorrerete un paio d’ore in compagnia di grandi star e di strategie utili per diventare una volta per tutte ricchi e famosi. Le parti più interessanti, però, sono quelle relative ai retroscena delle vite delle rockstar: ipotetici legami stretti tra David Bowie e Iggy Pop, il brano “Layla” di Eric Clapton dedicato alla moglie di George Harrison, i dubbi sulla morte di Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones. Michele Monina conosce bene la scena rock italiana e internazionale, anche perché ha collaborato come critico musicale per “Tutto musica”, “Rolling Stone” e “Rockstar”. Insomma, adesso sapete cosa bisogna fare per diventare un mito e, soprattutto, chi c’è dietro alle biografie dei vostri cantanti preferiti.

http://mangialibri.com/node/9943

feb
20

… su “Settimanale Nuovo”

Come si diventa una star?

di Alessandra Casella

Cosa non si è disposti a fare per diventare un mito. Specializzato in biografie di personaggi famosi e forte della sua esperienza, l’autore spiega in un ironico “manuale” come si diventa ricchi e famosi. Dalla scelta del nome al look, dagli eccessi ai reality show, dalle crisi mistiche alla morte prematura, ecco i segreti per diventare l’idolo delle folle. Ma che fatica diventare una star!

10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi) di Michele Monina, Laurana, 11.90.


feb
20

… su “PnBox.tv”

Ascolta Simone Marcuzzi che parla di Pinocchio, uno dei protagonisti del suo 10 italiani che hanno conquistato il mondo su PnBox.tv:

“C’era una volta… Un re!”, diranno subito i miei piccoli lettori. “No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno”. Tutti noi ricordiamo l’incipit del romanzo di Collodi, che porto’ Pinocchio, il burattino di legno, ad aver fama in tutto il mondo. Dopo 130 anni dalla data di pubblicazione, Pinocchio ritorna sulla scena tra i protagonisti del libro di Simone Marcuzzi, 10 italiani che hanno conquistato il mondo. In una serata di gennaio lo scrittore si è esibito sul nostro palco, trascinandoci nella bottega creativa della letteratura made in Friuli!

http://www2.pnbox.tv/_show_video.asp?id=5996

feb
16

… su “Leggere: tutti”

Il male naturale

Laurana Editore, 2011 pp. 216, euro 15.50

Ciò che il libro contiene è un attento sguardo su tutto quello che abbiamo sempre creduto di conoscere (amore, amicizia, dolore, speranza), raccontando attraverso le vite dei personaggi e le scomode tematiche che hanno suscitato tanto clamore, realtà a volte sgradevoli ma che fanno parte di questo mondo e che infondo ci riguardano. Il male naturale è dentro ognuno di noi.

feb
16

… su “Mangialibri”

L’onnipotente

di David Frati

Salvo Bustarelli è un uomo politico in rapida ascesa. Oltre all’intuito, alla disinvoltura e alla spregiudicatezza, lo sta aiutando a fare carriera avere il figlio Santo in seminario, un ragazzo che sin dalle scuole elementari ha mostrato una vocazione religiosa che il padre si è affrettato subito a sfruttare mediaticamente. Anche per far dimenticare la macchia del suo primogenito Cosmo, un eroinomane rompicoglioni imbarazzante non solo per la sua tossicodipendenza ma anche perché sa che il padre, malgrado sia vicepresidente dei teocon europei, non disdegna di fare sesso con alcuni suoi compagnucci di siringa, e potrebbe raccontarlo in giro. Liberatosi di Cosmo con un suicidio abilmente inscenato e anche questo opportunisticamente sfruttato per crearsi un’immagine accattivante, Salvo non ha più ostacoli sulla strada di un ministero. Intanto il giovanissimo Santo – non meno ambizioso e spregiudicato del genitore – usa il suo carisma come un ariete e quando viene ordinato sacerdote, grazie all’influenza del padre presso un vescovo puttaniere che il parlamentare aveva aiutato a sfuggire allo scandalo, viene assegnato a una ottima parrocchia nell’hinterland milanese. Ha tutte le intenzioni di sfruttarla come trampolino di lancio verso i vertici della Chiesa, senza porsi nessun limite. E nel suo assalto al cielo – anzi, più modestamente al papato – ha al suo fianco i fedelissimi Lupo e Acne, ex compagni di seminario che non se la sono sentita di prendere i voti e “hanno optato per la prevaricazione e la fica”…
Verrebbe quasi da dire che c’è un che di escatologico nel virulento romanzo di Michele Vaccari, se non fosse che più che l’Anticristo il suo Santo Bustarelli è la rappresentazione plastica di due millenni e spiccioli di malefatte della Chiesa cattolica. Echi evidenti de “Il Padrino” di Francis Ford Coppola nell’ascesa di questo pretino tutto razionalità e calcolo che da secondogenito rassicurante e perbenista si trasforma ben presto, appena annusa il potere, in una belva spietata capace di ogni nefandezza, un vero e proprio boss che non esita di fronte a nulla pur di raggiungere i suoi scopi: droga, prostituzione, violenza, intimidazione, corruzione, ricatto. Un po’ Rodrigo Borgia un po’ Michael Corleone, Santo Bustarelli è anche un fine stratega politico, la ‘new sensation pastorale’ che il cattolicesimo smunto ed esausto del XXI secolo anelava per rilanciarsi in un periodo storico in cui dal secolarismo e dalle altre religioni monoteiste arrivano solo mazzate. Il rappare blasfemo del giovane scrittore ligure è potente e suggestivo, anche se a tratti un po’ troppo ‘raccontato’, le svisate pop con le quali Vaccari infarcisce il libro sono divertenti (tra tutte il gioco di parole Habemus power e l’inno religioso Gioca Jahvè ricalcato sul successo anni ’80 di Claudio Cecchetto) e alleggeriscono un po’ i toni di un romanzo che è un atto di guerra contro il Vaticano e come tale va preso decisamente sul serio. Ci si vede sul rogo, Michele.

http://www.mangialibri.com/node/9933

feb
16

24 FEBBRAIO IN LIBRERIA

Mancano ormai pochi giorni all’appuntamento con Era solo una promessa di Fausto Vitaliano, in libreria dal 24 febbraio

feb
16

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feb
14

… a “Ti racconto un libro”

Intervista a Michele Monina

Puoi guardare l’intervista di Christian Mascheroni a Michele Monina per  ”Ti racconto un libro”: dal minuto 3 e 40 in poi.

http://www.video.mediaset.it/video/ti_racconto_un_libro/full/284091/puntata-del-13-febbraio.html#tf-s1-c1-o1-p1

feb
13

… su “Linkiesta”

Intervista a Michele Monina.

“Ecco come diventare ricchi e famosi, o almeno vivere di scrittura”

di Daniele Rubatti

Per fare successo non serve talento. Ci sono altri modi, e Michele Monina, li ha descritti tutti: “10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)” il suo ultimo libro. Ne pubblica sei-sette l’anno e spiega: «Per vivere di scrittura devo scrivere molto, per riuscire a mettere su lo stipendio necessario a tirare avanti». Il suo però non è un manuale per frustrati, ma la biografia di dieci celebrità del rock che, appunto, sono riusciti a diventare famosi e ricchi. Ma sarà sufficiente? Lo abbiamo chiesto all’autore.

I soldi non fanno la felicità, ma una grossa mano la danno sempre. È impossibile negarlo. Michele Monina, scrittore italiano tra i più prolifici, a questo proposito ha deciso di scrivere “10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)” (Laurana, pagg. 128, € 11,90), un divertente e simpatico manuale che insegna come sfruttare al massimo le proprie potenzialità. Il libro sembra essere rivolto soprattutto ad aspiranti rockstar, in realtà i dieci consigli sono adatti anche per altri ambiti.

Cosa ti ha fatto scrivere “10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)”?
La risposta più scontata potrebbe essere: per il motivo contenuto dentro la parentesi del titolo. In realtà da tempo stavo pensando di buttare già un manuale per aspiranti rockstar. Sarà che passo la vita a raccontare le vite delle rockstar già arrivate. Sarà che quando non faccio quello cerco di trovarne di nuove, vestendo i panni del critico musicale e dello scout. Sia come sia, a un certo punto ho capito che i tempi erano maturi per tirare le somme di quanto appreso in tanti anni di onorata carriera e di mettere il tutto nero su bianco, magari cercando di far anche sorridere il lettore.

Credi che il talento sia indispensabile per raggiungere il successo?
Il successo dipende da una serie di variabili che con il talento nulla hanno a che fare. Sono parte forse dell’ultima generazione, cresciuta con l’idea che nella vita bisognasse capire qual è il proprio talento e inseguirlo. E che il successo, se mai arriva, è solo un optional della realizzazione di quel talento. Ma vivo in un mondo dove il successo è diventato il fine, il fine da raggiungere a ogni costo. Di qui i miei consigli, che evidentemente partono dal presupposto che il successo non ci sia, o che se anche c’è non è sufficiente a diventare famosi. Così va il mondo oggi.

Con circa sei/sette libri pubblicati ogni anno sei uno degli scrittori italiani più prolifici. Spiegaci il tuo segreto…
Vivo da anni della mia scrittura. Ma vivo anche in un paese in crisi. Quindi per vivere di scrittura devo scrivere molto, per riuscire a mettere su lo stipendio necessario a tirare avanti in una città come Milano con mia moglie, che come me lavora, e con i nostri quattro figli (sono molto prolifico, è vero). Scrivo diverse ore al giorno, diciamo tra le quattro e le dodici, praticamente tutti i giorni dell’anno, fatta eccezione per Natale, il primo dell’anno e poche altre date. Scrivo sempre e sono anche piuttosto veloce a scrivere, quando sono sotto pressione arrivo a scrivere anche cinquantamila battute pubblicabili al giorno. Non ho quindi bisogno di assistenti o ghost writer, ma di una buona macchina per i caffè.

Negli ultimi tempi hai pubblicato soprattutto biografie di cantanti (Lucio Dalla, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Lady Gaga) ma in realtà hai cominciato scrivendo romanzi…
Ho cominciato come narratore, perché la scrittura è stata prima una passione che un mestiere. Poi, però, ho capito che la scrittura poteva anche essere la mia strada, il mio lavoro, e ho cercato un giusto compromesso per continuare a scrivere e per vivere di questo. La saggistica, o quantomeno la saggistica che io pratico, che è in realtà piuttosto sporca, contaminata dalla narrativa, mi è sembrata la giusta via da seguire. Con la narrativa non avrei mai vissuto di libri. Così, invece, posso tranquillamente scrivere e basta, concedendomi il lusso di scrivere anche un romanzo, ogni tanto.

Perché ti piace raccontare le vite di personaggi famosi?
Ho scelto le biografie dei personaggi famosi perché sono un appassionato lettore di biografie anglosassoni. Ho anche intuito che in Italia, in tal senso, c’era un vuoto editoriale, e in qualche modo sono andato a occuparlo. Non a caso ho “inaugurato” il genere biografie per diversi editori, in precedenza convinti che da noi funzionassero solo le “autobiografie”. Posso dire, con una certa tranquillità e senza rischio di sfociare nella supponenza, di essere uno dei pochi biografi professionisti, in Italia. Lo faccio e penso, in qualche modo, di saperlo fare bene. Ma non credo che scrivere le vite dei personaggi famosi mi piaccia. Non più di quanto non piaccia a chiunque il proprio lavoro. Lo faccio e cerco di farlo nel migliore dei modi possibili e anche divertendomi e cercando di divertire i lettori il più possibile, ma il piacere lo riservo ad altri momenti.

Per concludere, c’è un undicesimo modo “per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)” che avresti voluto inserire nel libro?
L’undicesimo modo in parte già l’ho svelato nelle risposte precedenti. È quello figlio degli insegnamenti che ho ricevuto da piccolo, e come me i tanti nati e cresciuti prima dell’invasione dei reality e quando nella vita l’importante non era diventare famosi ma saper fare qualcosa. L’undicesimo modo, l’unico che, una volta raggiunto il successo, potrebbe forse garantirci di rimanere davvero famosi nel tempo, è quello di diventare famosi solo ed esclusivamente in presenza di talento. Ma non andate a dirlo troppo in giro, che ho un libro pieno di altri consigli da vendere…

http://www.linkiesta.it/michele-monina

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